Il presidente angolano João Manuel Gonçalves Lourenço

La mattina del 2 marzo 2021, con nostra grande sorpresa, durante la seconda sessione ordinaria del Consiglio dei ministri, il presidente della repubblica, João Manuel Gonçalves Lourenço, ha proposto una revisione integrale della Costituzione della repubblica angolana (Cra).

Il presidente ha giustificato i cambiamenti proposti con la necessità di «preservare la stabilità nazionale e i valori» dello stato di diritto democratico. «Dopo una riflessione e uno studio approfondito, ho deciso di prendere l’iniziativa di rivedere la Cra, i cui termini saranno studiati nella sessione del consiglio dei ministri e successivamente portarti all’assemblea nazionale (il parlamento, ndr) per le dovute valutazioni».

La revisione integrale della Cra ha il suo fondamento costituzionale nell’articolo 233 che recita: la proposta spetta al presidente della repubblica o a un terzo dei membri del parlamento nel pieno esercizio delle loro funzioni.

La proposta di revisione è stata accolta con una certa soddisfazione anche da alcuni oppositori, perché l’urgenza di una revisione costituzionale si imponeva da tempo e, secondo i termini stessi della Costituzione, una revisione può avvenire cinque anni dopo la sua entrata in vigore.

E l’attuale Costituzione è in vigore dal 2010. Non sono mancate riserve e un certo scetticismo, nel senso che nessun partito di opposizione aveva ancora avuto accesso al progetto di proposta in modo da poter conoscere gli articoli che si vogliono modificare.

Che cosa vuole il presidente

Le ragioni che hanno indotto il presidente a proporre di rivedere la Cra sono queste: la necessità di adattarla al contesto attuale del paese, l’aggiustamento e il miglioramento di alcune questioni non sufficientemente elaborate nell’attuale Costituzione, una migliore sistematizzazione della legge suprema. La revisione si concentrerà su 40 dei 244 articoli che la compongono.

Reazioni dell’opposizione

Dopo aver visto il testo del progetto di legge di revisione della Costituzione, non si sono fatte attendere le reazioni dei partiti di opposizione. Il 10 marzo si è tenuta una conferenza congiunta tra il leader del maggior partito di opposizione, Unita (Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola), Adalberto Costa Júnior, il coordinatore del progetto politico PRA-JA-Servir Angola, Abel Chivukuvuko, e Justino Pinto de Andrade del Blocco democratico.

Secondo i tre oppositori, l’annunciata revisione costituzionale è un mero esercizio «cosmetico», un pretesto per rinviare le elezioni del 2022, in un momento in cui la popolarità del presidente è ai minimi storici. Secondo loro, il presidente si è lasciato sfuggire l’ottima opportunità di procedere a una revisione costituzionale con la partecipazione degli angolani che avrebbero contribuito alla sua «rigenerazione e rivitalizzazione».

Il presidente dell’Unita ha dichiarato che la proposta è approdata in parlamento senza il contributo della società civile. L’iniziativa del presidente angolano, secondo Adalberto Costa Júnior, non porta alla «coesione nazionale».

Ed ecco la risposta di Adão de Almeida, ministro dell’amministrazione territoriale e riforma dello stato: il progetto di legge non prevede né intende aumentare i poteri costituzionali del presidente della repubblica e neppure di estendere il suo mandato, e ancor meno di limitare i diritti politici di ogni cittadino angolano. Per il ministro, la proposta è aperta, chiara e obiettiva, e non cela intenzioni diverse da quelle dichiarate nel testo.

Punti chiave

Uno dei punti più importanti della proposta di modifica costituzionale riguarda l’articolo 162 sul potere di controllo e supervisione esercitati dal parlamento. Dal 2010, infatti, il potere del parlamento è stato annullato, attraverso un’ordinanza del presidente del parlamento che ha sospeso l’esercizio di qualunque azione di controllo e supervisione delle attività dell’esecutivo.

Altro punto che merita di essere evidenziato è la governance a livello locale: negli ultimi due anni c’è stato un grande dibattito sull’effettiva istituzionalizzazione (da realizzare) degli enti locali. Un terzo punto riguarda l’indipendenza della Banca centrale.

La revisione vorrebbe introdurre, è sarebbe un passo avanti, il parere previo del parlamento nei confronti del candidato a governatore della Banca nazionale, ovviamente prima della sua nomina ufficiale da parte del presidente della repubblica. Altro punto delicato è quello di dare una nuova natura giuridica alla Banca centrale, cosicché sia riconosciuta come ente amministrativo indipendente.

Un altro punto controverso, che ha sollevato delle discussioni sia nella comunità accademica sia nell’Associazione dei giudici angolani (Aja), e definito come un «grave passo indietro» nello stato di diritto, ha a che vedere con la modifica dell’articolo 176.

L’opposizione denuncia che l’iniziativa di João Lourenço «si propone di modificare l’articolo 176, riguardante il sistema giurisdizionale, per cambiare l’ordine di precedenza tra la Corte costituzionale e la Corte suprema, con quest’ultima che avrebbe la precedenza gerarchica e di protocollo sulle altre corti superiori».

L’idea di aggiungere un nuovo paragrafo a questo articolo, secondo la proposta del presidente, ha lo scopo di «chiarire il concetto di sovranità rappresentativa del potere giudiziario, nei confronti degli altri poteri sovrani (legislativo ed esecutivo) e della società».

«Con questa proposta, è chiaro che i giudici di prima e seconda istanza non sono organi rappresentativi della sovranità del potere giudiziario, e non possono evocare lo status di potere sovrano in relazione alle istituzioni degli altri organi sovrani (legislativo ed esecutivo) e della società in generale», si legge nella proposta di revisione del Cra.

Stato di diritto a rischio

In una pubblica dichiarazione, l’Associazione dei giudici angolani ha affermato che è «con preoccupazione» che i suoi membri sono venuti a conoscenza delle modifiche previste del capitolo IV della Costituzione sul potere giudiziario. Per l’Aja, la volontà di introdurre nuovi paragrafi, da 6 a 9, nell’articolo 176, costituisce «una vergognosa marcia indietro dello stato democratico e di diritto, e della Costituzione, poiché mira a una vera “destrutturazione” del sistema giudiziario».

I magistrati legati all’Aja ritengono che «frammentazione e indebolimento non faranno che rendere ulteriormente fragili i tribunali nell’esercizio della loro funzione giudiziaria».

La proposta di legge per la revisione della Costituzione è stata discussa e votata in termini generali nella sessione plenaria di giovedì 18 marzo, quindici giorni dopo la sua presentazione pubblica. Il documento ha ricevuto 150 voti a favore, nessun voto contrario e 48 astensioni. Il presidente del parlamento, Fernando da Piedade Dias dos Santos, ha assicurato che la discussione riprenderà nei prossimi giorni.