Il Ghana si conferma un modello di democrazia per l’Africa
Inizia il 7 gennaio il mandato del nuovo presidente del Ghana: John Atta Mills, candidato dell’opposizione ha vinto il ballottaggio per solo mezzo punto percentuale. Alternanza anche in parlamento, con la vittoria dell’opposizione per soli 7 seggi.

Con il giuramento previsto per mercoledì 7 gennaio, John Atta-Mills inizia ufficialmente il suo primo mandato come nuovo presidente del Ghana. Dopo un primo turno elettorale il 7 dicembre scorso, a decretare la vittoria per solo mezzo punto percentuale (50,23% contro 49,77%) è stato il ballottaggio del 28 dicembre tra Atta Mills, candidato del partito di opposizione Congresso Nazionale democratico, e Nana Akufo Addo, del Nuovo partito patriottico, al potere da 8 anni.

Dopo aver conquistato di stretta misura la maggioranza in parlamento, l’opposizione si è aggiudicata così anche la presidenza, dimostrando la solidità della democrazia ghaneana. Nonostante denuncie da entrambe le parti per presunte scorrettezze elettorali, gli osservatori internazionali sono concordi nell’affermare che il voto si è svolto regolarmente, così come la campagna elettorale, che è stata corretta e pacata. Akufo Addo ha riconosciuto al vittoria del suo avversario e il neo presidente si è congratulato con lui per come si è svolto il dibattito politico durante la campagna elettorale.

64 anni, avvocato, ed ex vice-presidente di Jerry Rawlings, Atta Mills si era già presentato alle presidenziali nel 2000 e nel 2004, elezioni vinte dal presidente uscente John Kufuor, che ha fortemente influito a rendere il clima pacato, invocando alla correttezza e alla calma, e ritirandosi dalla corsa elettorale nel pieno rispetto della Costituzione, a differenza di molti suoi colleghi africani, come Robert Mugabe in Zimbabwe o Mwai Kibaki in Kenya.

Ancora una volta il Ghana ha superato il banco di prova della democrazia, in controtendenza rispetto ai recenti colpi di stato di Mauritania e Guinea. Queste per il paese sono infatti le quarte elezioni regolari, ma le prime dalla scoperta di importanti giacimenti petroliferi al largo delle coste. Lo sfruttamento dovrebbe iniziare nel 2010, e produrre fino a 120 mila barili al giorno.

Con un tasso di crescita economica del 6%, trainata finora da cacao e oro, la sfida per Atta Mills e per la democrazia ghaneana sarà ora quella di gestire le nuove risorse, dimostrando però all’Africa che è possibile distribuire la ricchezza tra tutti i 23 milioni di cittadini.

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