Arrestato per una fototessera troppo vecchia. È successo a Rudy Nzimo, di ritorno dal Camerun per il Belgio, dove studia ingegneria. Critiche sulle decisioni dell”Ufficio Stranieri, che vuole la sua espulsione.

Da una fotografia antiquata inizia il calvario di Rudy. Stava rientrando in Belgio il 6 aprile, dopo le vacanze passate in Camerun, suo paese d’origine, ma all’aeroporto internazionale di Bruxelles le autorità notano una certa discrepanza tra l’aspetto del ragazzo e la fotografia del passaporto. Sospettano che i documenti siano falsi. Il giovane viene allora sottoposto a controlli: dalla misurazione della scatola cranica a quella della distanza tra naso e orecchi. Dopo queste verifiche accurate, i poliziotti concludono che l’uomo dinanzi loro non è Rudy Nzimo.

Vengono poi confrontate le impronte, su insistente richiesta dell’avvocato del ragazzo. Non sono comparate però con quelle del passaporto, bensì con quelle della carta d’identità camerunese. Le impronte alla fine non corrispondono: i documenti in possesso dell’uomo vengono considerati falsi e Rudy viene rinchiuso in un Centro per stranieri irregolari di Merksplas, nelle Fiandre.

Il caso comincia però a suscitare l’interesse dei media nazionali, così come gruppi di studenti belgi e camerunesi iniziano a mobilitarsi in difesa del ragazzo camerunese. L’ambasciata del Camerun dichiara l’autenticità della carta d’identità. Il ragazzo ventisettenne, inoltre, risulta iscritto regolarmente da otto anni all’Université Libre de Bruxelles. Studente ormai all’ultimo anno del Politecnico, rischia il rimpatrio, che gli impedirebbe di terminare gli studi. Nonostante l’evidenza dell’errore, l’Ufficio Stranieri di Bruxelles reputa che Rudy Nzimo non sia in possesso dei documenti validi e quindi decide per la sua espulsione.

L’espulsione di Rudy era fissata per ieri. Ma il pilota si è rifiutato di far decollare l’aereo per ragioni di sicurezza, date le vivaci proteste dei passeggeri.

L’Ufficio Stranieri, con un accanimento inspiegabile, ha comunque confermato che organizzerà un ulteriore tentativo di espulsione, questa volta sotto scorta, nonostante contro l’espulsione del ragazzo si siano già espressi sia il Tribunal de Première Instance di Bruxelles con un’ordinanza, sia la Chambre du Conseil che ha dichiarato illegale la detenzione dello studente e ne ha ordinato il rilascio.

La classe politica belga, in vista delle elezioni regionali ed europee, mantiene il silenzio sulla vicenda.

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