Benin

Continuano nel nord ovest del Benin le ricerche di due turisti francesi scomparsi il primo maggio durante un safari nel parco nazionale di Pendjari, vicino al confine con il Burkina Faso. L’ipotesi più verosimile, secondo le autorità, è quella di un rapimento.

Sabato è stato identificato il corpo della guida beninese che accompagnava i due turisti, rinvenuto lungo una pista che costeggia il fiume Pendjari che segna il confine con il Burkina, dove lo scorso dicembre scomparvero l’italiano Luca Tacchetto e la canadese Edith Blais. La guida locale è stata uccisa da decine di colpi di arma da fuoco.

Il ministero dell’Interno ha detto che sono state trovate tracce di attraversamento del fiume e che il veicolo su cui viaggiavano i tre è stato trovato vuoto, ma non è chiaro dove. Fonti giornalistiche sostengono che l’auto sia stata trovata al di là del fiume, nel Burkina Faso orientale, territorio dominato dalla presenza di gruppi jihadisti, che con le loro azioni lo scorso anno hanno costretto alla fuga oltre 100.000 residenti. I terroristi operano per lo più nelle zone di confine tra Mali, Burkina Faso e Niger e non hanno, finora, mai colpito in Benin.

La scomparsa dei due francesi – di cui non si conoscono ancora i nomi – e la morte della loro guida, segnano un raro episodio di violenza nel paese, considerato un’oasi di pace in un’Africa occidentale colpita da gruppi legati ad al-Qaeda e allo Stato islamico che usano risentimenti locali per alimentare la violenza e ottenere influenza sul territorio.
Il governo francese aveva avvertito i suoi cittadini di non recarsi in zone del Benin vicino al confine con il Burkina Faso a causa del rischio di rapimenti.

Intanto le ricerche continuano. Il parco ha mobilitato un centinaio di ranger, due aerei e una dozzina di veicoli, mentre le forze di sicurezza delle città vicine sono state inviate come rinforzi.

Nel settore orientale del continente, nell’Uganda occidentale, il 2 aprile una turista americana e la sua guida locale erano stati rapiti da un gruppo di uomini armati durante un safari nel parco nazionale Queen Elizabeth. Per loro era stato chiesto un riscatto. I due erano stati liberati alcuni giorni dopo. (Radio France International / Reuters)