Botswana

Con un’attesa sentenza dell’alta corte che ha ribaltato una legge dell’era coloniale che puniva i rapporti gay con il carcere fino a sette anni, il Botswana ha cancellato ieri il reato di omosessualità.

«La discriminazione non ha posto in questo mondo. Tutti gli esseri umani sono nati uguali. L’omosessualità è un’altra forma di sessualità che è stata soppressa per anni», ha detto il giudice Michael Leburu.

La sentenza arriva dopo che l’alta corte del Kenya ha invece confermato la sua legge che vieta il sesso gay, mantenendo i rapporti omosessuali punibili con 14 anni di carcere. Un giudizio che ha suscitando forti critiche da parte delle Nazioni Unite e degli attivisti per i diritti LGBT.

Le relazioni omosessuali sono illegali in oltre 70 paesi nel mondo, quasi la metà dei quali sono in Africa, dove la persecuzione è diffusa (recenti i casi in Tanzania).

Il Botswana è l’ultimo stato africano a depenalizzare i rapporti LGBT, seguendo l’Angola (gennaio), le Seychelles (giugno 2016), il Mozambico (giugno 2015) e Sao Tomé e Principe, con il Lesotho, nel 2012, fa notare Amnesty International. Il Sudafrica è anche l’unica nazione ad aver legalizzato i matrimoni gay. (Reuters)