Burkina Faso

Si moltiplicano sui social media gli appelli per avere notizie di due viaggiatori in Burkina Faso, l’architetto padovano Luca Tacchetto e la canadese Edith Blais, di cui non si hanno più notizie dal 15 dicembre. I loro parenti temono un rapimento.

I due erano partiti da Vigonza il 20 novembre e avevano attraversato in auto Marocco, Mauritania e Mali. Erano diretti in Togo per partecipare a un progetto umanitario dell’organizzazione Zion’Gaïa. Sono stati visti l’ultima volta a Bobo-Dioulasso nel sud-ovest del Burkina Faso e “non avrebbero mai passato il confine o chiesto il visto per entrare in Togo”, afferma la pagina Facebook creata dalla famiglia della giovane donna.

Jocelyne Bergeron, la madre di Edith Blais, racconta che i due hanno dato regolarmente notizie fino al 15 dicembre e che con loro sembra essere sparita anche la loro auto. Erano a Bobo-Dioulasso e dovevano partire il giorno dopo per Ouagadougou.

Il Burkina Faso è considerato a rischio per la presenza di terroristi islamici e di banditi. Nel settore centrale circa 46 persone sono state uccise in scontri etnici la scorsa settimana.

Dopo la notte del 31 dicembre, uomini armati in motocicletta sono scesi nel villaggio di Yirgou, composto in gran parte da persone di etnia mossi, e hanno ucciso sette persone, secondo il governo. Il giorno seguente, per rappresaglia, i residenti di Yirgou hanno ucciso 39 persone nelle comunità di pastori fulani in tutta la regione.

A nord, in Mali, gli scontri etnici vengono legati alla presenza di cellule jihadiste che le comunità fulani sono accusate di sostenere.

Il 31 dicembre, il governo di Ouagadougou ha dichiarato lo stato di emergenza in diverse province settentrionali confinanti con il Mali, sebbene queste non includessero la regione intorno a Yirgou. (Radio France Internationale / Africanews)