Burundi

Il governo di Bujumbura è sempre più solo attorno al suo presidente Pierre Nkurunziza. Ieri anche  la Francia ha sospeso la cooperazione con il Burundi in materia di sicurezza e di difesa e le organizzazioni non governative statunitensi ed europee hanno ritirato il proprio personale. Belgio, Paesi Bassi e Svizzera hanno deciso di non inviare aiuti economici per sostenere le elezioni generali, chiedendo il rinvio del voto e il governo burundese ha invitato i cittadini a finanziare il processo elettorale “con una sottoscrizione”.

Il governo burundese ha risposto a muso duro in un documento rivolto alla comunità internazionale chiedendo alle nazioni che hanno tolto appoggio alla nazione “di rispettare le istituzioni in Burundi”, affermando che “non negozierà e non discuterà le questioni che tendono a minare le sue istituzioni”. 

Nkurunziza il 26 aprile scorso si è ricandidato ad un terzo mandato, facendo scoppiare la crisi nel suo paese con violente manifestazioni delle opposizioni e della società civile che considerano la sua ricandidatura incostituzionale. In un mese di violente contestazioni e con anche un tentato colpo di stato, i morti sono stati più di trenta e i rifugiati oltre confine ammontano a 110 mila.

E gli scotri tra manifestanti e forze dell’ordine sono continuati anche ieri. A Cibitoke, quartiere di Bujumbura, si sono sentiti degli spari per le strade. Rinforzi militari sono arrivati sul posto, ma al buio, la situazione era molto confusa. I residenti hanno raccontato di una rappresaglia ad opera degli  Imbonerakure, i giovani militanti del partito di Nkurunziza. Un fotografo straniero ha detto di aver visto un morto e due feriti da armi da fuoco nel quartiere.

Barricate sono state erette nel quartiere musulmano commerciale Buyenzi, vicino al centro della città, dove la polizia è intervenuta per disperdere centinaia di manifestanti, sparando in aria e lanciando gas lacrimogeni a volte anche dentro le case.

Intanto i paesi della comunità dell’Africa orientale, di cui il Burundi fa parte, messi sotto pressione dalla ciomunità internazionale, hanno annunciato che domenica in Tanzania si svolgerà un nuovo summit per trattare della crisi, che segue quello tenuto il 13 maggio. (JeuneAfrique / Afp)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati