Burundi / Diritti Umani

Un coro unanime di difensori dei diritti umani e della libertà di stampa si è sollevato nei giorni scorsi per chiedere al regime burundese la scarcerazione di quattro giornalisti e del loro autista, arrestati martedì scorso a Musigati, nel nord-ovest del paese, mentre documentavano i combattimenti in corso tra forze di sicurezza burundesi e ribelli provenienti dalla Repubblica democratica del Congo.

I quattro reporter lavorano per il quotidiano privato Iwacu.

“Le autorità del Burundi dovrebbero rilasciarli immediatamente e incondizionatamente”, ha dichiarato Lewis Mudge, direttore di Human Rights Watch per l’Africa centrale, secondo cui il governo sta tentando di impedire la condivisione di informazioni alla fonte, nel delicato periodo che precede le elezioni del 2020.

Sulla stessa linea Alexandre Niyongeko, presidente dell’Unione dei giornalisti burundesi (UBJ) e il Collettivo delle associazioni dei difensori dei diritti umani: “Questo arresto dimostra che il regime intende combattere qualsiasi voce dissonante. Questa è la prova che anche le elezioni del 2020 non saranno trasparenti, democratiche e pacifiche“, ha affermato Mamert Sabushimike, portavoce del gruppo di circa 10 organizzazioni.

Dall’aprile 2015, data della formalizzazione della terza candidatura del presidente Pierre Nkurunziza alla guida del paese, in Burundi si è stretta la morsa contro oppositori e libertà di espressione. (Anadolu)