Agguato contro la nazionale di calcio togolese
Tornano a far parlare di sé i ribelli separatisti di Cabinda, enclave angolana tra Congo e Repubblica Democratica del Congo. Attaccando il convoglio della nazionale di calcio del Togo, diretto verso il l’Angola, i ribelli hanno ucciso l’autista, il vice allenatore e l’addetto stampa della squadra, che ha subito rientro nel paese.

«Noi torniamo a casa e auguriamo buona fortuna a chi resta». Questo l’addio, alla Coppa d’Africa del capitano e stella della nazionale di calcio del Togo, Emmanuel Adebayor.
Venerdì scorso il bus su cui viaggiavano i giocatori è stato bersaglio di un attacco armato che ha ucciso l’autista, il vice allenatore e l’addetto stampa della nazionale.
L’agguato è stato rivendicato dal fronte di liberazione che si batte per l’indipendenza dell’enclave angolana della Cabinda. Per il momento la polizia angolana ha arrestato due persone. L’annuncio è stato dato oggi dalla radio di nazionale.

Cabinda – 7.300 kmq inclusi tra Congo-Brazzaville e Repubblica democratica del Congo – è stata connessa amministrativamente dai portoghesi nel 1956 alla loro colonia angolana. All’indipendenza dell’Angola, nel 1975, è diventata una provincia angolana.Il Fronte per la Liberazione dell’Enclave di Cabinda (Flec) è attivo dal 1963, vuole l’indipendenza della regione e, a partire dagli anni ’70, ha avuto a lungo il sostegno dello Zaire di Mobutu (oggi Rd Congo).

 

Il Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (Mpla), al potere dal 1975, ha sempre mantenuto proprie truppe in Cabinda. E dal 2002, quando si è conclusa la guerra civile contro l’Unita (Unione per l’indipendenza totale dell’Angola), ha rafforzato il suo dispositivo militare.
Secondo Human Rights Watch, organizzazione per la difesa dei diritti umani, su quel territorio ci sono oggi 30 mila soldati angolani, cioè uno ogni 10 abitanti.
Del resto, Cabinda produce il 60% del petrolio angolano e l’Angola è ormai il primo esportatore africano di greggio, avendo superato nel 2009 la Nigeria.

 

Nonostante lo sforzo militare, Luanda non è riuscita ad aver ragione dell’insieme dei movimenti di guerriglia. In questi anni il Flec si è scisso in varie fazioni: Flec-Fac (Forze armate di Cabinda); Flec-Renovada; Flec-Pm (Posizione Militare), sarebbe proprio quest’ultimo ad aver rivendicato l’attacco di venerdì contro la squadra di calcio del Togo.
Restano intanto gravi le condizioni di Kodjovi Obilale, il 25enne portiere del Togo rimasto gravemente ferito alla schiena e all’addome. Il giocatore è stato operato e si trova in terapia intensiva all’ospedale Mill Park di Johannesburg, in Sudafrica. La tensione in Angola resta intanto alta. I separatisti di Cabinda, hanno annunciato nel fine settimana che «le armi continueranno a parlare». Le dichiarazioni sono state rilasciate al telefono da Rodrigues Mingas, responsabile del gruppo armato che ha rivendicato l’attacco.