Calcio / FIFA

Il comitato etico della Fifa ha bandito ieri per 10 anni il funzionario del calcio africano Musa Hassan Bility a seguito di un’indagine sulle finanze dell’Associazione di calcio liberiana (Liberian Football Association – Lfa).

Bility – ex presidente della Lfa e attualmente membro dell’esecutivo della Confederazione del calcio africano (Confederation of African Football – Caf) – è “colpevole di appropriazione indebita di fondi Fifa, di aver ricevuto benefici e di conflitto di interessi”.

Il comitato etico della Fifa indaga formalmente su Bility dallo scorso maggio, dopo che l’organismo mondiale del calcio ha verificato i conti finanziari della Lfa, riscontrando “vari pagamenti effettuati dalla Lfa [e ricevuti da] entità possedute o collegate a Bility e alla sua famiglia”. La Fifa ha anche identificato “l’appropriazione indebita dei fondi concessi nell’ambito della campagna ‘11 contro Ebola’”, lanciata nel 2014 dalla Fifa in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità.

Bility era anche sospettato di appropriazione indebita di denaro proveniente dalle centinaia di migliaia di dollari di sovvenzioni annuali alla Liberia, da parte della Fifa.

Lo scorso dicembre la Fifa aveva bandito per quattro anni anche l’ex presidente della Federazione nazionale del Gambia, dopo averlo riconosciuto colpevole di concussione e corruzione.

Nel maggio 2018 un altro caso di corruzione nel calcio africano ha scosso la Federazione, quando il presidente dell’Associazione nazionale di calcio del Ghana (Gfa), Kwesi Nyantakyi, fu arrestato dopo essere stato filmato mentre intascava 65mila dollari, datigli da un giornalista in incognito. Oltre a lui, altri 14 funzionari della Gfa furono ripresi mentre intascano mazzette, in cambio della modifica dei risultati delle partite. 
Nyantakyi era anche vicepresidente della Confederazione del calcio africano e membro del Consiglio della Fifa. (Al Jazeera / Redazione)