Dossier Caritas/Migrantes 2010
In costante aumento, la popolazione immigrata in Italia sfiora i 5 milioni di residenti, per lo più provenienti da Europa ed Africa. Oltre un ottavo dei residenti stranieri sono di “seconda generazione”. Sono i dati dell’ultimo Dossier Caritas/Migrantes, presentato oggi a Roma.

Sono 4 milioni e 919 mila i cittadini stranieri che soggiornano in Italia. A rivelarlo sono i dati del nuovo Dossier statistico Caritas Migrantes, presentato questa mattina a Roma.
In dieci anni la presenza straniera è aumentata di circa 3 milioni di persone, 1 milione solo nell’ultimo biennio.
Nonostante l’incidenza media sulla popolazione residente sia intorno al 7%, gli italiani continuano, però, ad averne una percezione distorta. Secondo la ricerca Transatlantic Trends (2009), mediamente gli italiani percepiscono, infatti, una presenza di stranieri tre volte superiore alla loro reale consistenza, mentre i cosiddetti “clandestini” sono ritenuti la maggioranza.

La Lombardia si conferma in testa con un quinto della popolazione immigrata (982.225), seguita da Lazio (497.940), Veneto (480.616) ed Emilia Romagna (461.321). Le provincie con il maggior numero di immigrati rimangono, invece, Roma e Milano, rispettivamente con 405.657 e 407.191 residenti stranieri.
La Romania (887.763) si conferma il paese di maggiore provenienza dei migranti, mentre il 16,8% dei residenti stranieri proviene dal continente africano (vedi tabella).

I figli dell’immigrazione, le cosiddette “seconde generazioni”, sono 572.720: si tratta di bambini e ragazzi nati in Italia; riduttivo, secondo il Dossier, definirli cittadini stranieri. Crescono anche i nuovi nati da genitori stranieri. Nel 2009 sono stati 77.148, concentrati per lo più nelle regioni del Nord Italia.

L’immigrazione continua a costituire una risorsa importante per le casse dello stato. Nel 2008 gli immigrati hanno inciso per l’11,1% del prodotto interno lordo, pagando 7,5 miliardi di euro di contributi previdenziali e dichiarando al fisco 33 miliardi di euro. Il rapporto tra “spese ed entrate”, calcolato dal Dossier, stima un saldo positivo vicino a circa 1 miliardo di euro. L’impatto positivo si conferma anche a fronte del fatto che la popolazione immigrata si attesta su una media di età ancora giovane. Secondo lo studio, infatti, attualmente 1 immigrato su 30 è pensionato, a fronte di 1 ogni 4 italiani. I ricercatori stimano che la proporzione sarà mantenuta anche nel 2025, data in cui si prevede 1 pensionato straniero ogni 12, a fronte di 1 italiano ogni 3.

Nonostante la crisi economica mondiale, l’occupazione tende a crescere soprattutto tra i migranti. A fronte di 527.000 posti di lavoro persi nel 2009, sono 147 mila i lavoratori stranieri, invece, assunti: ogni 10 disoccupati solo tre sono immigrati.

Se, nel lavoro dipendente, la crisi non risparmia i migranti, lo stesso non vale per l’imprenditoria straniera. Al 31 maggio 2010 sono risultate iscritte 213.267 imprese con titolare straniero, facendo registrare un aumento del 13,8% nei primi cinque mesi dell’anno.

Infine, i migranti rimangono i soggetti più colpiti dagli atti di discriminazione. In particolare, secondo i dati dell’Unar, lo sono coloro che provengono dall’Africa sub sahariana, romeni, cinesi, marocchini e bengalesi: il “rischio etnico”, ad esempio, figura tra gli elementi presi in considerazione da alcune compagnie di assicurazione, che stipulano ai migranti polizze RC auto più costose rispetto agli italiani.

(In audio Franco Pittau, coordinatore del Dossier statistico Caritas/Migrantes, intervistato da Michela Trevisan)