Ora è certo: i rifiuti trasportati dalla Probo Koala erano letali
Tossiche le 528 tonnellate di rifiuti sversate in Costa d’Avorio nell’agosto 2006: lo rivela la BBC. La multinazionale Trafigura continua a negare. Ad ottobre 31mila ivoriani la citeranno in giudizio nella più grande class action della storia.

 

Sono risultati tossici i rifiuti sversati tre anni fa nella città portuale di Abidjan, in Costa d’Avorio, e che hanno provocato almeno sedici morti immediate e centinaia di migliaia di contaminazioni. La multinazionale Trafigura, che trasporta petrolio e prodotti chimici in tutto il mondo, aveva sempre smentito il carattere nocivo delle 528 tonnellate di sostanze gettate in diciotto punti della città, sostenendo che fossero solo maleodoranti ma non pericolose.

 

Il fetore di uova marce respirato nell’agosto del 2006 era dovuto, però, alla presenza nei liquami di tonnellate di acido solfidrico, un veleno ad ampio spettro che può danneggiare diversi sistemi del corpo. Nella brodaglia tossica erano contenuti anche fenolo (sostanza talmente letale da essere utilizzata dai nazisti come arma di sterminio), ingenti quantità di mercaptani (caratterizzati da un odore molto sgradevole) e di soda caustica.

 

La composizione chimica dei rifiuti trasportati dalla Probo Koala è stata rivelata mercoledì dal programma di approfondimento della BBC Newsnight, che è entrato in possesso dei risultati delle analisi di laboratorio condotte nei Paesi Bassi. John Hoskins, uno dei massimi tossicologi della Royal Society of Chemistry ha dichiarato: “Se la stessa quantità e mistura di sostanze chimiche venissero sversate a Trafalgar Square, avremmo persone malate per diverse miglia, milioni di persone”. Ed in effetti all’epoca gli ospedali dell’ex capitale ivoriana erano gremiti di persone che chiedevano un trattamento medico, tutte per gli stessi sintomi: problemi respiratori, nausee, vomito, ustioni e svenimenti.

 

Rifiuti tossici e puzzolenti ad AbdjanAlla richiesta di replica da parte del quotidiano The Guardian, gli avvocati di Trafigura hanno dichiarato di non avere intenzione di entrare in una discussione dettagliata sulla composizione chimica dei rifiuti, ribadendo che questi “non possono causare e non possono aver causato le presunte morti e diffuse malattie”.

 

Continua dunque a negare le proprie responsabilità la multinazionale, cercando anche di accollarle tutte in capo alla società Tommy, che ha materialmente scaricato i rifiuti. Trafigura dovrà comunque difendersi da queste accuse in tribunale: ad ottobre infatti si aprirà a Londra la più grande class action della storia, dove 31mila abitanti della Costa d’Avorio chiederanno il risarcimento dei danni subiti a causa del terribile disastro.

 

Nell’ottobre scorso si è già chiuso un processo in Costa d’Avorio che ha portato alla condanna rispettivamente a 5 e a 20 anni di carcere per i soli esecutori materiali (due persone su dodici imputati). In quell’occasione la Trafigura era riuscita abilmente a cavarsela negoziando separatamente con il governo ivoriano un risarcimento di 150 milioni di dollari ed evitando così il processo.

 

Intanto ora lo studio legale Leigh Day and Co, che rappresenta gli ivoriani, accusa gli avvocati della Trafigura di aver contattato alcuni testimoni chiave per cercare di dissuaderli dal presentarsi al processo o per convincerli a cambiare la propria versione dei fatti. Per questo la corte londinese ha ingiunto ai difensori di non contattare più in alcun modo i ricorrenti.

 

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati