Sudafrica / Vigilia del voto
Il voto di mercoledì per rinnovare il parlamento sudafricano dirà quanto consenso l’Anc e il suo discusso leader sanno ancora attrarre. Da Johannesburg, un commento di p. Efrem Tresoldi, direttore di World Wide Media Centre.

Sono oltre 23 milioni i sudafricani chiamati mercoledì prossimo alle urne per rinnovare il parlamento nazionale e le assemblee provinciali. Spetterà poi al parlamento eleggere il presidente della repubblica. Gli ultimi sondaggi dicono di un elettorato intenzionato per il 60% a votare per l’African National Congress di Jacob Zuma, che domenica scorsa è riuscito ad apparire a fianco del novantenne Nelson Mandela nel corso di una manifestazione a Johannesburg.

Zuma cerca di far dimenticare in tutti i modi le sue vicende giudiziarie. È vero che il 6 aprile scorso la procura generale ha fatto cadere le accuse che lo riguardavano e che si trascinavano da otto anni (frode, riciclaggio di denaro, corruzione), ma è altrettanto vero che l’opinione pubblica sudafricana ha visto questo uomo politico al centro di vicende ancora poco chiare. E contro la decisione della procura si espresso duramente il partito di opposizione Alleanza democratica.

Per capire come il paese sta vivendo le ultime ore prima del voto abbiamo sentito a Johannesburg Efrem Tresoldi, missionario comboniano e direttore della rivista Worlwide. «Questo appuntamento elettorale – spiega Tresoldi – è stato caratterizzato da una campagna dai toni piuttosto accesi, talora punteggiato da episodi di violenza, fortunatamente piuttosto circoscritti. La ragione di questa tensione è che si tratta di un’elezione storica: per la prima volta, probabilmente, l’African National Congress (Anc) non avrà i due terzi dei seggi parlamentari. Quindi siamo di fronte ad un passaggio cruciale per la giovane democrazia sudafricana, nata nel 1994. Si potrebbe chiudere la fase dello strapotere dell’Anc e potrebbe cominciare ad emergere un’opposizione dotata di maggior consistenza».

Gli osservatori politici sudafricani come leggono questo possibile avvento di un maggior pluralismo nella rappresentanza politica?
L’Anc ha fatto una campagna elettorale molto decisa contro il Congresso del Popolo (Cope), partito nato qualche mese fa da un scissione nell’Anc. Quelli del Cope sono stati dipinti come traditori della tradizione e del carisma dell’Anc e questo fa capire quanto siano preoccupati dell’emergere di questa nuova forza.
Ma per non pochi osservatori politici e per molti sudafricani invece – anche se ancora oggi si parla di un 30% dell’elettorato che non ha ancora deciso per chi votare – l’avvento di una nuova forza di opposizione è visto come un fatto positivo. Per evitare, appunto come è accaduto in tanti paesi africani, che dopo la liberazione dal colonialismo o dall’oppressione dell’apartheid il partito al potere diventi l’unico partito e spadroneggi.

E Alleanza democratica (Da), il partito di Hellen Zille, sindaco di Città del Capo come si è mossa. La Zille si è spesa in campagna elettorale?
Si è spesa con molta forza e altrettanta abilità. I suoi ultimi manifesti elettorali dicevano senza mezzi termini “Stop Zuma”. L’uomo è considerato un vero pericolo. La tesi di Da – che punta al 10% dei consensi – è che se l’Anc arrivasse ai due terzi dei seggi parlamentari anche con queste elezioni potrebbe cambiare la costituzione a suo piacimento. L’Anc ha risposto parlando, a proposito delle saga giudiziaria che ha riguardato il suo leader, di persecuzione politica e ha messo in campo un atteggiamento di arroganza verso i partiti che la sfidano.

Nelson Mandela non stravede per Zuma. Eppure domenica scorsa si è presentato ad un appuntamento elettorale Anc allo stadio Ellis Parck di Johannesburg, di fatto legittimando Zuma. È così?
È così. È chiaro che Mandela non ha mai avuto una predilezione nei confronti di Zuma. Rimane il fatto che sono riusciti a convincerlo a presentarsi allo stadio e in questo modo ha approvato pubblicamente la leadership di Zuma.

La conferenza episcopale ha lanciato qualche segnale nel corso di questa campagna elettorale?
I vescovi cattolici sudafricani hanno reso pubblico di recente un documento rivolto ai cittadini in cui si invita tutti ad uscire dall’apatia e a recarsi alle urne. Il documento, interessante e ben articolato, invita i cittadini a non votare secondo tradizione e per abitudine, ma invece di prendersi la briga di informarsi e di votare in base ad un attenta valutazione, anche alla luce del Vangelo, delle proposte politiche fatte dai partiti. Un documento che può aiutare la gente a compiere un scelta oculata.