Repubblica Centrafricana

L’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha messo in luce altri sei casi di abusi sessuali su bambini commessi dalle truppe francesi di stanza nella missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana (Minusca).

Secondo quanto riferito da fonti d’informazione, gli abusi risalgono al 2014 e sarebbero stati commessi in un campo per sfollati nei pressi della capitale Bangui. Come riferito da fonti dell’ufficio dell’Alto rappresentante, le accuse si basano sulla testimonianza di cinque ragazze e un ragazzo. All’inizio di questo mese la missione Minusca ha annunciato di voler prendere delle misure dopo l’apertura di una nuova inchiesta per abusi sessuali a carico dei caschi blu.

Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian venerdì ha annunciato l’apertura di un’inchiesta sui presunti abusi sessuali commessi nei confronti di minori centrafricani da parte di militari francesi.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, sabato ha espresso “orrore” e “vergogna” per le notizie sugli abusi sessuali compiuti dai caschi blu.  Ban ha espresso questi sentimenti per il fatto che peacekeeper, che dovrebbero essere al servizio della pace, abbiano invece sfruttato la vulnerabilità delle persone in zone falcidiate dalla miseria e dalla guerra civile.

Sono 69 i casi di abusi sessuali commessi con tutta probabilità dai caschi blu nelle missioni di pace delle Nazioni Unite nel 2015, come ha rivelato Anthony Banbury, rappresentante del segretario generale per il supporto sul campo delle missioni di peacekeeping dell’Onu. Secondo Banbury, 22 casi sono avvenuti nella Repubblica Centrafricana, dove tra le vittime ci sono anche numerosi minorenni.

Oltre alla missione di peacekeeping della Minusca, la Francia è presente in Centrafrica anche con la sua missione denominata Sangaris. Proprio ieri durante un programma televisivo francese, il ministro Le Drian, ha annunciato che la missione Sangaris dovrebbe concludersi entro il 2016 e che nei prossimi mesi si procederà a una riduzione del contingente.

Attualmente sul terreno sono dispiegati 900 soldati – erano 2500 all’inizio dell’operazione nel 2013 – ma si ridurrà a circa 300 secondo quanto detto dal ministro, il quale ha fatto riferimento al fatto che l’obiettivo del missione è stato quasi raggiunto citando il “processo democratico” in corso nel paese.

Nella Repubblica Centrafricana le elezioni generali si stanno svolgendo in un clima molto instabile e con grossi problemi organizzativi (Il secondo turno delle presidenziali è stato rinviato al 14 febbraio assieme alla ripetizione del primo turno delle parlamentari che è stato annullato per irregolarità) da affrontare dopo tre anni di guerra civile interreligiosa in cui sono morte migliaia di persone e che ha provocato circa 1 milione di sfollati. (Agenzia Nova / Askanews)