Repubblica Centrafricana

La Francia sta cercando di convincere papa Francesco ad annullare la sua visita nella Repubblica Centrafricana, in programma il 29 e 30 novembre, rifiutando di mettere a disposizione le proprie truppe per garantire la sicurezza. “Abbiamo fatto sapere ai servizi di sicurezza del papa che si tratta di una visita ad alto rischio”, hanno riferito a Le Monde fonti dell’entourage del ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian.

Le autorità francesi hanno evidenziato come la visita del Pontefice cada a poche settimane dal referendum e dalle elezioni indette dalle autorità di transizione per riportare stabilità nel paese, sprofondato in una grave crisi nel marzo 2013. In Centrafrica sono presenti circa 9.000 caschi blu dell’Onu e 900 soldati francesi dell’operazione Sangaris, che non hanno però impedito violenze interconfessionali tra Seleka e milizie cristiane anti-Balaka che si sono riaccese nell’ultimo periodo.

Le autorità francesi hanno sottolineato il fatto che la visita papale dovrebbe attirare anche centinaia di migliaia di fedeli da paesi vicini, destabilizzando ulteriormente la situazione.

Papa Francesco ha annunciato nei giorni scorsi il desiderio di aprire la Porta Santa della cattedrale di Bangui, anticipando così l’avvio del Giubileo straordinario, previsto ufficialmente per l’8 dicembre.

E che la situazione sia ancora pericolosa lo dimostrano le notizie riportate dalla Reuters, che parla di un peacekeeper Onu e sette civili morti martedì in nuovi scontri avvenuti in un campo per sfollati interni di Batangafo gestito dalll’Unhcr a 400 km dalla capitale Bangui. Gli scontri sarebbero stati causati dall’uccisione di due musulmani in visita all’interno del campo.

Di ieri invece la notizia che la presidente di transizione, Catherine Samba Panza, ha firmato il decreto con il quale convoca le elezioni legislative e presidenziali per il 27 dicembre e il referendum per il 13 dicembre. (Askanews / Reuters)