CHAN 2020

È finita come l’ultima volta, due anni fa, con il Marocco sul trono della CHAN, il torneo continentale africano riservato solamente ai giocatori delle leghe locali. In un’edizione inizialmente programmata per l’aprile dello scorso anno in Etiopia, e poi dirottata in Camerun per una serie di questioni logistiche (emergenza Covid e infrastrutture in primis), i pronostici sono stati rispettati.

I Leoni dell’Atlante, guidati in panchina da Houchine Ammouta, hanno mostrato il miglior calcio del torneo, mettendo in vetrina alcuni dei talenti più luminosi della nouvelle vague nordafricana.

Anche se in finale ha lasciato la scena ad Ayoub El Kaabi, trascinatore marocchino nell’ultima edizione, a spiccare su tutti è stato Soufiane Rahimi, autore di 5 dei 15 gol segnati dal Marocco (miglior attacco del torneo), e anche per questo premiato come miglior giocatore.

Per la sgusciante mezza punta del Raja Casablanca, match-winner con una doppietta della finale di CAF Confederation Cup 2018, sembra essere arrivata la consacrazione definitiva. Lui ne è consapevole: «È stato un onore per me essere premiato come miglior giocatore del torneo e ricevere il trofeo dalle mani di Eto’o. Adesso mi sento pronto per un’esperienza fuori dal Marocco. Sogno di giocare in un grande club europeo», ha dichiarato al sito Le360.ma.

Talento e novità

Oltre a Rahimi, sono tanti i talenti da tenere d’occhio per il futuro. Gli osservatori europei presenti sugli spalti degli stadi camerunesi, a cui è stato ammesso un certo afflusso di pubblico (capienza del 25% nelle gare della fase a gironi, aumentata a 50% per i confronti ad eliminazione diretta), sui loro taccuini avranno sicuramente annotato il nome del guineano Morlaye Sylla.

Il trequartista dell’Horoya ha incantato tutti con la sua visione di gioco, razionale e fantasiosa ad un tempo, trascinando il Syli Nationale al terzo posto del torneo per la prima volta nella sua storia.

Hanno fatto parlare di sé anche il portiere Djigui Darria, il centrocampista Sadio Kanoute e il difensore Yacouba Doumbia, pilastri del Mali e presenti in gruppo nella miglior formazione del torneo stilata dalla CAF. È grazie soprattutto a loro, compagni di squadra nello Stade Malien, se le Aquile di Bamako sono apparse la squadra più solida ed equilibrata di tutte, arrivando in finale con la difesa meno battuta del torneo.

Ci si aspettava di più, infine, dai padroni di casa del Camerun, travolti 4-0 in semifinale dal Marocco di Rahimi, nonostante le accuse di stregoneria lanciate da Zdravko Logarušić, l’allenatore croato dello Zimbabwe sconfitto nella gara inaugurale.

Un match passato alla storia anche per una nota positiva: è stato il primo nella storia delle competizioni continentali africane ad essere diretto da un arbitro donna, l’etiopica Lydia Tafesse Abebe. Un bel segnale per il futuro.