Il rapporto di Msf
Insufficiente assistenza sanitaria, legale, sociale e psicologica e diffusi segnali di profondo malessere tra i migranti. È il quadro che emerge dal secondo rapporto sui Centri di identificazione ed espulsione in Italia, curato da Medici senza Frontiere. L’intervista a Rolando Magnano, vice-capo missione per Msf.

Si chiamano Cie (Centri di identificazione ed espulsione), Cara (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) e Cda (Centri di accoglienza). Sono strutture disseminate sul territorio italiano per ospitare gli immigrati senza permesso di soggiorno. Per la seconda volta Medici Senza Frontiere (Msf) ha potuto visitarli, in due riprese, nel 2008 e nel 2009, redigendo un rapporto dal titolo “Al di là del muro”, con lo scopo di far conoscere la realtà di questi spazi, totalmente chiusi ad osservatori esterni, e far emergere la quotidianità vissuta dalle migliaia di migranti che vi sono rinchiusi.

Obiettivo dell’indagine è stato però anche quello di verificare se, dopo il primo e unico studio di questo tipo, realizzato sempre da Msf nel 2003, le denunce e le segnalazioni effettuate dai migranti sui malfunzionamenti dei centri, siano state accolte o meno, soprattutto dopo che, nel 2006, il ministero dell’Interno istituì una Commissione speciale di verifica presieduta dal rappresentante dell’Onu Staffan De Mistura.

È una situazione sostanzialmente invariata, quella che emerge dal rapporto di Msf, che scrive: «sono emersi: la mancanza di protocolli d’intesa che stabiliscano i rapporti fra i centri e il sistema sanitario nazionale, l’insufficiente assistenza sanitaria, legale, sociale e psicologica e i diffusi segnali di profondo malessere tra i migranti». La gestione di questi centri continuerebbe, dunque, ad essere di tipo emergenziale, lasciata per lo più a discrezione dei singoli enti gestori e, tutto questo, senza tenere conto del fatto che con la nuova legislazione queste strutture devono ospitare i migranti fino a sei mesi.

Le accuse di Msf, sono state bollate dal governo, come la manifestazione di «una posizione tutta ideologica».
Giornalisti e politici possono «accertarsi in qualsiasi momento delle reali condizioni di accoglienza e di ospitalità» dei migranti, ha tenuto a far sapere Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno.

(L’intervista a Rolando Magnano, vice capo missione per Msf, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)