Si chiude la campagna “L’Italia sono anch’io”
Grazie alla raccolta firme promossa da “L’Italia sono anch’io”, il 6 marzo sono stati presentati alla Camera i testi di due proposte di legge di iniziativa popolare riguardanti la riforma della cittadinanza e il diritto di voto amministrativo.

I numeri – Negli ultimi sei mesi le 19 organizzazioni che hanno aderito a “L’Italia sono anch’io”, coinvolgendo oltre 100 comitati locali e un migliaio di volontari, sono riuscite a raggiungere risultati inattesi. Sarebbero state sufficienti 50mila firme, tetto minimo necessario per presentare una legge di iniziativa popolare, ma ne sono state raccolte ben 109.268 per la proposta di legge sulla cittadinanza e 106.329 per la proposta sul diritto di voto agli immigrati.

 

Nascere italiani – La riforma proposta vorrebbe estendere il diritto di cittadinanza italiana anche ai bambini che nascono da genitori stranieri, se uno dei due risiede regolarmente in Italia da almeno un anno, durata minima media di un permesso di soggiorno. È questo il punto centrale della campagna e anche quello più discusso, come afferma Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, sottolineando: “Non vogliamo dare la cittadinanza italiana a chi è appena arrivato in Italia, come è stato erroneamente interpretato da alcuni”.

 

Diritto di voto – Il secondo ddl presentato alla Camera riguarda invece il diritto di voto degli immigrati alle elezioni amministrative. La proposta vorrebbe concedere l’elettorato attivo e passivo alle elezioni circoscrizionali, comunali, provinciali e regionali agli immigrati che risiedono regolarmente in Italia da almeno cinque anni.

 

Parlamento – I ddl proposti alla Camera sono ora nella mani dei gruppi parlamentari che devono arrivare ad una mediazione, la quale, come sottolinea Miraglia: “non deve essere solo ideologica ma deve partire dai bisogni delle persone e guardare al futuro del nostro Paese”.

 

L’Italia sono anch’io – La campagna, assicurano i suoi promotori, non si fermerà qui. Continueranno le opere di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e, per impedire che questi ddl finiscano nel dimenticatoio del Parlamento, partirà a breve una campagna di comunicazione proprio a sostegno di questa raccolta firme.