Il parere di un “avvocato di strada”
Da sabato 8 agosto entra in vigore il “ddl sicurezza”: tutti gli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno potranno subire pesanti ammende e l’espulsione. Tutti tranne le colf e badanti che avranno un datore di lavoro che si espone per metterle in regola. Ma la legge non chiarisce aspetti fondamentali.

Da l’8 agosto per tutti gli stranieri che saranno trovati non in regola con il permesso di soggiorno, scatta un’ammenda da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione. Sabato entrano in vigore anche le altre, contestate, norme del cosiddetto “ddl sicurezza” ma, almeno per badanti e colf, il governo ha concesso una via di fuga, approvando in via definitiva e con voto di fiducia a Camera e Senato, il 1 agosto, il decreto legge che permette l'”emersione”, ovvero la regolarizzazione di colf e badanti. Ma è una strada ad ostacoli, irta di pericoli, anche per chi assume.

“Leggi propaganda” le definisce l'”avvocato di strada” Marco Gastaldo che nell’intervista audio a fianco, elenca una serie di gravi lacune del testo normativo. Un testo che si ferma ai proclami, che non specifica, ad esempio, cosa accadrà al badante il cui assistito dovesse decedere, o che rischi corre il datore di lavoro che si è auto-denunciato per permettere l’emersione di un rapporto di lavoro illegale, nel caso in cui la richiesta venga respinta. In attesa di eventuali direttive che colmino queste fondamentali lacune, quanti datori di lavoro rinunceranno per paura?

Le stime del governo parlano di 3/400.000 colf e badanti “in nero” – e da sabato passibili del nuovo “reato di clandestinità” – che potrebbero così ottenere un permesso di soggiorno. Ma, secondo l’avvocato, la cifra è destinata a lievitare. Molti altri irregolari che attualmente svolgono mansioni di altra natura cercheranno, infatti, di utilizzare questa via per la regolarizzazione, incrementando, tra l’altro, il mercato delle assunzioni a pagamento. Con tempi che si prevedono biblici, viste le lentezze dell’iter burocratico già sperimentate con i decreti flussi del 2007 e 2008.

Un elemento palesemente incostituzionale è poi quello che riguarda le discriminazioni. E qui si parla addirittura di “discriminazioni tra i discriminati”, in quanto vi sono due percorsi separati per i datori di lavoro italiani o comunitari e per quelli extracomunitari. Tra questi ultimi poi, solo chi ha un permesso CE di lunga durata (ex permesso di soggiorno) può presentare domanda di assunzione. E questa è una discriminante che è già stata giudicata illegittima dal Tar.
A monte c’è, infine, la discriminazione sulla quale anche alcuni esponenti della maggioranza di governo avevano chiesto nei giorni scorsi una manovra correttiva (negata categoricamente dal ministro degli Interni Roberto Maroni), e cioè il fatto che questa legge permetta la regolarizzazione di un’unica categoria di immigrati: colf e badanti, appunto.

Per quanto riguarda invece il “ddl sicurezza” in vigore da domani, queste sono, in sintesi, le principali norme introdotte.

(L’intervista audio è tratta dalla trasmissione “Africa Oggi” in onda su Afriradio)