Costituzione sospesa, annunciato l’insediamento di un consiglio militare e civile

Sono bastate poche ore dalla morte di Lansana Contè, presidente dittatore della Guinea Conacry, che l’esercito ha annunciato lo scioglimento di governo, istituzioni repubblicane e della Costituzione. Un golpe in piena regola, perché, secondo i vertici militari, le istituzioni politiche non sono in grado di gestire il paese, e sono le principali responsabili della crisi economica e sociale.
Dichiarazioni che sono state rilasciate dal capitano Mussa Dadis Camara ai microfoni di Radio Conakry, che ha annunciato il prossimo insediamento di un "consiglio consultivo composto da civili e militari".
Lansana Contè, è morto lunedì 22 dicembre a 74 anni, di cui 24 passati alla guida del paese grazie ad un colpo di stato, avvenuto poche ore dopo la morte del precedente presidente, il primo della Guinea indipendente,  Ahmed Sékou Touré.
Durante il suo mandato, Contè ha gestito il paese con il pugno di ferro, tenendo sotto stretto controllo l’opposizione politica, reprimendo organi di stampa e opinione pubblica e licenziando politici a lui poco congeniali. I circa 8 milioni di cittadini di guineani sono tra i più poveri del mondo, nonostante il paese sia molto fertile, ed il suo sottosuolo sia ricchissimo di minerali.
La tensione sociale e politica è sfociata più volte, anche recentemente, in aperti scontri di piazza, sia come reazione alle politiche miopi nei confronti dei ceti popolari, sia per forti dissapori tra polizia e militari. Una situazione costantemente tesa e sempre sul punto di esplodere, che ha spinto il primo ministro Ahmed Tidiane Souaré a lanciare subito un appello alla calma non appena si è diffusa la notizia della morte di Contè. Un appello evidentemente caduto nel vuoto: la reazione dei militari, che covavano malcontento da diverso tempo, non si è fatta attendere.