Comore / Elezioni 2019

La Commissione elettorale nazionale dell’arcipelago delle Comore ha ufficializzato la rielezione del presidente Azali Assoumani nel voto svoltosi domenica, contestato dall’opposizione che ne respinge i risultati, definiti fraudolenti.

Assoumani ha ottenuto il 60,77% di consensi. Dopo di lui si è classificato Ahamada Mahamoudou, uno dei 12 candidati dell’opposizione – che ha chiamato i cittadini al boicottaggio -, che ha ricevuto il 14,62%.

Lunedì la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti dell’opposizione che protestavano contro il voto, al quale sono stati chiamati 308mila iscritti, su una popolazione totale di circa 814mila persone.

La presidenza delle Comore ruota tradizionalmente con turni di cinque anni tra le tre isole principali dell’arcipelago dell’Oceano Indiano: Grande Comore, Anjouan e Moheli.

Assoumani, un ex ufficiale dell’esercito, salì al potere per la prima volta con un colpo di stato nel 1999 e vinse le elezioni nel 2002 e nel 2016. L’anno scorso la decisione di estendere i limiti del proprio mandato (potenzialmente fino al 2029) ha innescato le proteste armate e la rabbia degli abitanti dell’isola di Anjouan che sostengono sia il loro turno di detenere la presidenza.

Gli osservatori di tre enti regionali – l’Unione africana, il Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (Comesa) e la Eastern Africa standby force (Easf) – hanno riferito che il processo di votazione è stato pieno di irregolarità che hanno portato a concludere che mancasse di credibilità e trasparenza.

Nel timore di nuove manifestazioni di protesta dell’opposizione, ieri il ministro dell’Interno Mohamed Daoudou ha ordinato al sindaco della capitale, Moroni, di vietare incontri pubblici senza il suo permesso. (Daily Mail / Anadolu)