Italia / Cooperazione allo sviluppo

I fondi dell’Italia per la cooperazione internazionale sono calati nel 2018 del 21,3% rispetto all’anno precedente: lo denuncia un rapporto pubblicato il 2 luglio da Oxfam/Openpolis, a partire da dati resi noti dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

Nello studio, intitolato ‘Cooperazione Italia, occasione sfumata’, si evidenzia che in questo modo si allontana per Roma l’obiettivo di devolvere ai programmi di solidarietà e aiuto internazionale almeno equivalente allo 0,30 del Prodotto interno lordo. L’Italia scende così al 17esimo posto tra i 29 paesi donatori Ocse.

Gli esperti ricordano che nel 2017 l’Italia aveva raggiunto lo 0,30 nel rapporto tra Aiuto pubblico allo sviluppo e Reddito nazionale lordo (Aps/Rnl). I dati preliminari sul 2018 invece segnano un drastico calo (-21,3%) nell’Aps italiano.  Secondo il rapporto, “rispetto all’anno precedente manca all’appello circa un miliardo di euro per la cooperazione”.

Rispetto alla quota italiana, il rapporto evidenzia che “nel documento presentato dall’Ocse sui dati preliminari sull’Aps nel 2018 viene indicato per l’Italia un rapporto Aps/Rnl pari allo 0,24%” con il nuovo metodo di conteggio, pari a 4.240 milioni di euro.

L’altra questione evidenziata dallo studio riguarda l’effettivo utilizzo dei fondi destinati al ministero dell’Interno lo scorso anno per l’accoglienza dei migranti (che sono compresi nel computo degli aiuti pubblici allo sviluppo).
In questo caso “oltre alle ingenti riduzioni dell’aiuto pubblico in termini di fondi allocati, mancherebbe all’appello anche un miliardo di euro come differenza tra gli importi destinati per il 2018 al ministero dell’Interno per l’accoglienza migranti e quelli rendicontati dall’Ocse”.

Inoltre, nonostate il numero degli sbarchi di migranti sulle cose italiane sia drasticamente calato, tornando sotto i livelli del 2012 – si legge nel rapporto -, gli stanziamenti al ministero degli Interni per l’accoglienza nel 2018 sono rimasti alti, senza che per questo i fondi fossero riallocati, ad esempio, ad aiuti alla cooperazione allo sviluppo nei paesi poveri e di origine dei flussi. Né, tantomeno, a un miglioramento dell’accoglienza sul territorio, visti i recenti tagli al sistema. (Dire / Articolo 21)