Dopo il voto del 31 ottobre, ballottaggio
Laurent Gbagbo e Alassane Ouattara, i due principali protagonisti della tormentata stagione che ha contrapposto il nord e sud della Costa d’Avorio, si confronteranno al secondo turno (probabilmente il 28 novembre) delle presidenziali.

Dopo sei rinvii, a partire dal 2005, domenica 31 ottobre gli ivoriani hanno potuto recarsi alle urne per eleggere il presidente e tentare di mettere fine ad una crisi che, nell’ultimo decennio, ha avuto i contorni della guerra civile e ha contrapposto il nord e il sud del paese. E le urne hanno dato un primo responso: vanno al ballottaggio il presidente uscente Laurent Gbagbo, 65 anni (a sinistra nella foto), e l’ex primo ministro Alassane Dramane Ouattara, 68 anni (a destra). Il secondo turno si deve tenere, secondo la legge, quindici giorni dopo la proclamazione dei risultati definitivi da parte del Consiglio costituzionale. La data più probabile è il 28 novembre.

 

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, pur rilevando «irregolarità minori», ha giudicato il voto positivamente, sottolineando «la partecipazione massiccia e pacifica ad un appuntamento cruciale che rappresenta una tappa storica verso il ristabilirsi di una pace duratura in Costa d’Avorio».

 

Questa mattina la Commissione elettorale indipendente ha reso noto che si sono recati a votare 80% dei 5,7 milioni di aventi diritto. Gbagbo ha raccolto il 38,3% dei suffragi, Ouattara il 32,08% e l’ex capo di stato Henri Konan Bédié, 76 anni (defenestrato nel 1999 da un colpo di stato) è arrivato al 25,24%. Le briciole sono andate ad altri 11 candidati minori.

 

Nel paese non si stanno registrando reazioni di piazza né nella capitale economica Abidjan né a Bouaké, quartier generale di quei ribelli delle Forze Nuove (poi diventate partito) che dal 2002 – anno in cui hanno tento di rovesciare il presidente Gbagbo – controllano il nord. Scorrendo i risultati nelle diverse regioni, si nota che Gbagbo si è imposto in 11 regioni su 19, mentre Ouattara ha stravinto in 5 regioni del nord. Bedié ha conquistato tre regioni: una del sud e due del centro.

 

Ora si tratta di vedere che cosa accadrà al secondo turno. E soprattutto dove andranno a confluire i voti di Bédié. Sulla carta dovrebbero essere convogliati su Ouattara, anche in considerazione del fatto che da cinque anni Bédié e Ouattara sono alleati nel Raggruppamento houphouetista per la democrazia e la pace (Rhdp). Ma non è detto perché i due schieramenti sono divisi lungo linee etcniche.

 

La partita vera si gioca infatti sul piano di un’effettiva riconciliazione nazionale, dopo le contrapposizioni e gli scontri che in nome dell’ivoirité – cioè dell’essere “ivoriani puri” – hanno segnato l’ultimo decennio di un paese dove vivono decine di etnie. (rz)