Costa d'Avorio

“La costa d’Avorio non ha la vocazione a restare ancora sotto embargo. Chiederemo dunque che sia tolto dopo le elezioni dell’ottobre prossimo”. Sono parole del presidente ivoriano Alassane Ouattara, che durante un incontro con gli ambasciatori del suo paese ha chiesto la fine del provvedimento decretato dall’Onu nel 2004 e la riduzione degli effettivi della missione Onuci, la forza schierata dalle Nazioni Unite nel paese.

Secondo Ouattara l’embargo non ha più ragion d’essere visti i risultati dei programmi di disarmo e reinserimento degli ex combattenti che ha fatto registrare un tasso d’adesione del 78%. Anche le riforme del settore della sicurezza, secondo il capo dello stato, sono state realizzate “al 90%”. Anche secondo le cifre fornite dalle autorità, tuttavia, 21.000 ex ribelli (su un totale di 74.000 combattenti) devono ancora essere smobilitati.

Dal 2004 l’embargo è stato rinnovato, ma non ha impedito il riesplodere della violenza tra 2010 e 2011, dopo le ultime elezioni presidenziali. Negli ultimi anni le misure sono state allentate, in particolare per consentire alle forze di sicurezza di ricevere veicoli ed equipaggiamenti non letali per il mantenimento dell’ordine pubblico. (Misna)

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