L'ex ministro della salute mozambicano Helder Martins (esquerda.net)

Con il decreto n. 2/2021 del 4 febbraio, il presidente della repubblica del Mozambico, Filipe Nyusi, ha emanato una serie di misure volte a contenere la diffusione della pandemia di Covid-19. 17 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto, Helder Martins, medico in pensione ed ex ministro della salute, si è dimesso dalla presidenza della Commissione tecnico-scientifica sulla pandemia, costituita un anno fa dal Consiglio dei ministri.

Nella lettera indirizzata al presidente e capo del governo, il cui contenuto è stato reso pubblico domenica 21 febbraio da alcuni organi di comunicazione, il dimissionario presenta le 13 ragioni che hanno determinato la sua rottura con la commissione. Il motivo principale è che, nella gestione della pandemia, le convenienze politiche prevalgono sui consigli della Commissione tecnico-scientifica.

Oltre ad accusare il presidente e il governo di aver ignorato ripetutamente le raccomandazioni della commissione, il prof. Martins denuncia che il governo ha preso importanti decisioni sulla gestione della pandemia senza consultare la Commissione o comunque in modo totalmente opposto alle sue raccomandazioni.

Il dimissionario individua nel decreto 110/2020, del 18 dicembre, il «punto più alto della mancanza di rispetto per la Commissione tecnico-scientifica»: con questo decreto sono stati riaperti casinò, bar e le bancarelle che vendono bevande alcoliche. Il prof. Martins sottolinea che «non solo la misura era totalmente sbagliata, ma che anche il momento era il peggiore che si potesse scegliere: la vigilia delle feste natalizie».

Per Martins è questa riapertura al turismo durante le feste ad aver innescato la seconda ondata dell’epidemia che sta ora esponendo il paese al pericolo di collasso. L’aumento progressivo da poche centinaia a migliaia di positivi al giorno è infatti iniziato proprio nella prima settimana di gennaio. Il giorno in cui il prof. Martins ha depositato la sua lettera di dimissioni sulla scrivania del presidente (il 16 febbraio), 1.109 persone sono risultate positive al Covid-19 in Mozambico.

Solo il Frelimo informa il paese

Il secondo motivo che portato alle dimissioni del prof. Martins, è legato alla «chiusura della commissione ai media e alla società». Dalla sua creazione, la Commissione tecnico-scientifica non è stata autorizzata a rivolgersi ai media o al pubblico; il suo unico interlocutore è il governo. Secondo l’ex ministro della salute, invece, il lavoro della commissione e le sue raccomandazioni dovrebbero essere di dominio pubblico. Ma ogni tentativo ha cozzato contro la barriera e il silenzio del regime-partito Frelimo.

L’argomento su cui il governo si basa per non permettere alla commissione di parlare ai media e ai cittadini è che la Commissione è stata costituita, non per divulgare dati, ma semplicemente per consigliare il governo. Secondo il presidente dimissionario, tuttavia, la commissione dovrebbe poter dare direttive all’intero paese e non solo al governo. In questo modo, questa la sua convinzione, si sarebbe anche evitata la diffusione di notizie false che circolano sui social e che provocano soltanto il panico nella popolazione.

L’altra battaglia persa, che ha portato il presidente della commissione a lasciare, riguarda la necessità di effettuare uno studio sul perché la pandemia in Mozambico colpisca maggiormente le classi più ricche e gli stranieri, contrariamente alla narrazione precedente secondo cui erano le classi più svantaggiate ad essere più colpite. Ma il governo si è sempre opposto a questa indagine.

Confrontando gestione della pandemia e democrazia, il prof. Martins osserva che è diritto di ogni governo prendere delle decisioni come meglio crede, se però decide di prendere misure contrarie alle raccomandazioni degli esperti, deve assumersene la responsabilità di fronte al popolo che lo ha votato, un popolo che si suppone informato su ciò che gli esperti hanno raccomandato.

In Mozambico, invece, la Commissione tecnico-scientifica è stata avvolta dal segreto, cosicché il governo possa in tutta libertà prendere decisioni senza alcuna base scientifica e senza che nessuno sappia realmente quali siano state le raccomandazioni della Commissione.

Il governo ha reagito tramite il ministro della sanità, Armindo Tiago, che si è limitato a dire che rispettava la decisione del prof. Helder Martins. Le dimissioni di Martins non sono passate inosservate e la sua decisione è stata ed è oggetto di grande dibattito sui social network.