Il presidente Emmerson Mnangagwa già braccio destro di Mugabe (Medium)

Molte persone che hanno vissuto l’era Mugabe, 37 anni al potere, hanno celebrato una “nuova alba” quando l’ex presidente è stato rimosso nel novembre 2017. Hanno celebrato la fine di un’era per ritrovarsi oggi a ripiangere quei giorni. Cosa sta succedendo con l’avvento del presidente Emmerson Mangagwa che prima ha sostituito Robert Mugabe (1924-2017) e poi è stato eletto nel 2018?

Il 31 luglio scorso, gli zimbabwani avrebbero dovuto manifestare in massa contro la corruzione del governo, sordo alle richieste della popolazione. Le misure restrittive anti Covid-19 appaiono agli occhi della popolazione, un pretesto per vietare ogni tipo di assembramento. Il bagno di folla cercato dall’opposizione politica non è riuscito perché il governo ha schierato esercito, polizia e servizi di sicurezza lungo le principali strade delle maggiori città: Harare, Bulawayo, Gweru e Mutare. Il blocco è stato totale e nelle città-fantasma c’erano solo i militari in circolazione.

Alcuni manifestanti hanno potuto solo circolare e protestare sono nelle periferie, indossando le magliette #ZanuPFMustGo (lo ZanuPF, il partito al potere, deve andarsene). E diversi di loro sono stati arrestati, secondo una modalità che già da mesi prevede di silenziare e reprimere ogni voce di dissenso. È finita in carcere anche la scrittrice Tsisi Dangarembga, autrice del romanzo The book of not. Già lo scorso giugno alcuni esponenti dell’opposizione, come Joanna Mamombe, Cecilia Chimbiri e Netsai Marova, erano stati arrestati per aver criticato con durezza l’esecutivo e altri oppositori si sono salvati dal carcere perché sono riusciti a far perdere le loro tracce.

Giornalisti presi di mira

Hopewell Chin’ono, giornalista con formazione universitaria ad Harvard, ha messo a nudo con le sue inchieste la corruzione nelle stanze del governo e ha accusato l’esecutivo e gli apparati dello stato di provocare i dimostranti, inducendoli a reagire per poi reprimerli duramente. Chin’ono ha smascherato nel giugno scorso la corruzione che coinvolgeva l’allora ministro della salute Obadiah Moyo. Il ministro fu arrestato e costretto alle dimissioni. Da rilevare che anche il figlio del presidente Mnangangwa è stato coinvolto in fatti di corruzione ma è stato risparmiato… Hopewell invece è stato arrestato il 20 luglio ed è ancora in carcere in attesa di essere ascoltato dalla magistratura, mentre è già in libertà condizionata l’ex ministro della salute. E ancora, il 30 luglio, la casa di un altro giornalista, Mduduzi Mathuthu, è stata perquisita dalle forze di polizia e alcuni membri della sua famiglia sono stati interrogati.

Il governo teme la stampa libera e le azioni dell’opposizione perché le vede come tentativi di spodestare l’attuale leadership. Non a caso il presidente ha dichiarato il coprifuoco: nessun movimento è possibile dalle sei di sera alle sei di mattina. Lo stato non sa più cosa fare per contenere rabbia e protesta. E ci sono segmenti di opinione pubblica che si chiedono se si stia covando un qualche rivolgimento ai vertici del governo: non è infatti logico che la sola manifestazione del 31 luglio abbia smosso così tante energie securitaria da parte dello stato.

Sistema sanitario in crisi ed economia al collasso

Nel frattempo, il sistema sanitario che prova ad arginare il Covid19 è in crisi. «C’è carenza di tutto», ci ha detto un medico della capitale. Mancano medicinali essenziali, attrezzature mediche, personale motivato e dispositivi di protezione individuale. La gente ha paura di ammalarsi perché sa che non sarebbe curata e le donne incinte non sanno cosa aspettarsi se andranno a partorire in un ospedale pubblico. I casi di Covid si stanno moltiplicando in fretta fino a raggiungere, ad oggi, i 4.659 con oltre 100 decessi.

Anche a livello economico c’è poco da stare allegri, e non da oggi. Il dollaro dello Zimbabwe, moneta ufficiale, continua a perdere valore a tal punto che molti negozi ora preferiscono il dollaro Usa. Il governo inizialmente era intenzionato a penalizzare i negozi al dettaglio che non accettavano la valuta locale, ma poi ha dovuto adeguarsi. La disoccupazione galoppa e strascina nella nella segmenti sempre più ampi di popolazione. Eppure il governo, con una decisione paradossale, si è impegnato a risarcire i latifondisti bianchi espropriati delle loro terre al tempo del presidente Mugabe. Una operazione da 3,5 miliardi di dollari Usa.

Il governo è in stato di confusione e vede complotti dovunque. Al punto che è arrivato ad accusare l’ambasciatore degli Stati Uniti, Brian Nichols, non solo di appoggiare l’opposizione, ma di finanziare disordini e di addestrare all’insurrezione. Il portavoce dello ZanuPF, Patrick Chinamasa, è arrivato a dire che l’ambasciatore americano «è un delinquente». La reazione statunitense non si è fatta attendere con la rapida convocazione dell’ambasciatore dello Zimbabwe a Washington.