Intanto in Brasile si tiene il controvertice di Davos: il Forum sociale mondiale
L’agenda del Forum economico mondiale è tutta incentrata su crisi economica e conflitto israelo-palestinese. Ma la prospettiva dell’Africa e degli altri paesi in via di sviluppo non viene presa in considerazione.

La crisi economica globale pesa anche sulle fragili economie dei paesi africani, costretti a affrontare un “rischio isolamento e abbandono”, soprattutto a causa del crescente ricorso da parte dei paesi occidentali, che per evitare il proprio collasso si nascondono dietro il protezionismo e le sovvenzioni ai propri prodotti. Inoltre i ricchi paesi del nord hanno già ridotto drasticamente i fondi destinati agli aiuti, e quelli per gli investimenti nei paesi in via di sviluppo, che rappresentano una delle principali vie alla crescita economica.

L’allarme è stato lanciato dal ministro delle Finanze sudafricano Trevor Manuel, al vertice economico mondiale di Davos. Una preoccupazione condivisa anche dall’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan, che ha sottolineato come “L’Africa non centri niente con la crisi dei subprime”, ma ne è già pesantemente colpita. Tra i fattori che pesano sui bilanci africani, ci sono il calo delle rimesse degli immigrati, ed il crollo dei prezzi delle materie prime, a partire dal petrolio, di cui l’Africa è ricca (basti pensare che anche il settore di lusso delle pietre preziose è in crisi).

Proprio in occasione del vertice di Davos, incontrerà diversi capi di stato africani per discutere quali possibili misure si possono mettere in atto perché i paesi donatori non vengano meno ai propri impegni, presi in ambito internazionale. Il direttore generale della Banca Mondiale, la nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala, preoccupato perché le conseguenze della crisi dei paesi del sud non risulta nell’agenda delle priorità delle grandi potenze mondiali, ha chiesto di stanziare a queste nazioni lo 0,7% dei fondi destinati dai paesi ricchi per arginare gli effetti interni della crisi economica.

Intanto al WSF

In contemporanea con il vertice di Davos si tiene, come ogni anno, il Forum sociale mondiale (World Social Forum). Molti i temi comuni tra i due vertici, a partire dalla crisi economica mondiale, ma completamente diverse le prospettive e le priorità dei due forum: tutele dell’ambiente e delle minoranze, diritti umani e sviluppo sostenibile sono da sempre i punti di partenza del WSF. Tra le proposte in discussione a Belem, il rilancio della Campagna contro i paradisi fiscali, il divieto di scambio di titoli derivati, il blocco della privatizzazione dei servizi pubblici, la socializzazione (e non la nazionalizzazione) delle banche in odore di fallimento.

Questa edizione del forum è segnata anche dalla partecipazione dei presidenti di Brasile (Lula da Silva), Argentina (Michelle Bachelet), Ecuador (Rafael Correa), Bolivia (Evo Morales), Venezuela (Hugo Chavez), Paraguay (Fernando Lugo), che hanno preferito disertare Davos per confrontarsi con i movimenti e le realtà della società civile presenti a Belem.