Angola approva la nuova costituzione
Una nuova costituzione assicura da ieri, al presidente angolano Jose Eduardo Dos Santos, la possibilità di essere in carica fino al 2022. L’assemblea nazionale ha adottato, senza i voti dell’opposizione, la nuova carta costituzionale, introducendo nel paese l’elezione indiretta del presidente.

Il Parlamento angolano ha approvato ieri, senza i voti dell’opposizione, gli articoli della nuova carta Costituzionale che prevede un rafforzamento dei poteri del capo dello Stato.
La nuova Costituzione, passata con 186 voti su 220, non prevede più l’elezione diretta del presidente, evitando così ogni imbarazzo al presidente Jose Eduardo Dos Santos, di fronte ad eventuali scarti di voti tra i risultati delle elezioni legislative e presidenziali. Da ora in poi il capo della lista del partito vincente diventerà automaticamente il capo dello stato.
«E’ un giorno triste per la democrazia in Angola» ha detto Raul Danda, capogruppo dell’Unione per l’Indipendenza Totale dell’Angola (Unita), storico partito d’opposizione, i cui 14 membri parlamentari hanno boicottato i lavori dell’Assemblea Nazionale subito dopo l’apertura del dibattito.

Il partito al potere, il Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (Mpla), ignorando le critiche, ha invece fatto sapere che l’approvazione della nuova Costituzione è il momento «più importante» per la storia del paese dopo l’indipendenza nel 1975.
L’Angola, che operava ancora sulla base delle leggi ereditate dagli ex coloni portoghesi, sta cercando di adottare la prima carta costituzionale fin dal 2002, al termine di 27 anni di guerra civile.
L’attuale presidente è al potere dal 1979 senza mai essere stato eletto dal popolo. Il suo partito ha ottenuto più dell’80% dei voti nelle elezioni legislative del 2008, con la nuova costituzione tutte le cariche saranno così rinnovate nel 2012, evitando a Dos Santos il voto presidenziale che era previsto nel 2009.

Le modifiche dovevano essere valutate a marzo, ma l’agguato compiuto nell’enclave angolana di Cabinda, lo scorso 8 gennaio, ai danni della nazionale di calcio togolese, ha accelerato i tempi, offrendo un pretesto, secondo l’opposizione, per accentuare i poteri dell’esecutivo.
Tra le novità introdotte ieri, compare anche il limite di due mandati per il presidente, che partirà, tuttavia, proprio dal 2012. Dos Santos, 67 anni, potrà così rimanere al potere fino al 2022.
Una nota positiva: i parlamentari mettono al bando la pena di morte e la tortura, rendendo, inoltre, irreversibili gli atti di amnistia.