Sierra Leone, Liberia, Guinea

La Sierra Leone ha annunciato un’allerta sanitario dopo la breve fuga durata qualche ora di due malate di ebola da un centro di trattamento, proprio mentre il paese cerca di combattere la nuova ondata di contagi riesplosa da due mesi.

I due malati sono una femmina di 32 anni e una bambina di 8 anni senza legami parentali, che sono riuscite a scappare insieme sabato mattina dal centro di Hastings nella perfiferia della capitale Freetown. lo ha annunciato il centro nazionale della lotta contro l’ebola (Nerc). 

Tutte e due sono state ritrovate in serata in un luogo non precisato e sono state ricondotte al centro. Attualmente “le nostre squadre di inchiesta e gli agenti di sorveglianza stanno cercando di conoscere il loro percorso per scopreire il numero di persone con cui sono entrate in contatto”, ha precisato un portavoce del Nerc.

La settimana scorsa la Sierra Leone ha annunciato il prolungamento a tempo indeterminato del copri fuoco notturno in vigore dal 12 giugno nelle zone contagiate nelle regioni di Kambia e Port-Loco (Nord ovest del paese).

La misura preventiva durerà “fino a quando arriveremo a zero casi”, ha precisato il capo del Nerc, Palo Conteh, durante una conferenza nella capitale Freetown l’8 luglio. 

Intanto un richiamo a non abbassare la guardia arriva anche dall’Onu. Circa 30 persone continuano ad essere infettate dal virus ogni settimana in Africa occidentale, lo ha dichiarato l’inviato speciale delle Nazioni Unite David Nabarro ieri in una conferenza organizzata dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) a Città del Capo, Sud Africa. 

In normali circostanze, dati di questo tipo verrebbero considerati allarmanti, ha ribadito Nabarro che ha poi continuato “probabilmente almeno un terzo di queste persone non vengono a contattarci, ciò significa che sono casi non identificati e questo è un grosso pericolo”.

L’epidemia di ebola in Africa Occidentale, scoppiata nel dicembre del 2013, la più grave dopo l’identificazione nel 1976, ha provocato più di 11.200 morti e più di 27mila casi di contagi, un bilancio sottovalutato secondo l’Oms, più del 99% delle vittime si è concentrato in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Attualmente il numero dei casi è in calo ma in alcuni paesi come la Liberia e Sierra Leone sono stati registrati nuovi casi. (Jeune Afrique/ Al Jazeera)