Egitto

Il parlamento egiziano, dominato dai sostenitori del presidente Abdel Fattah al-Sisi, ha approvato ieri emendamenti costituzionali che gli consentiranno di rimanere al potere fino al 2030.

In base all’attuale Costituzione, al-Sisi dovrebbe dimettersi nel 2022, quando si concluderà il suo secondo mandato quadriennale. Ma gli emendamenti, che devono essere sottoposti a referendum entro 30 giorni, allungano il suo attuale mandato a sei anni, consentendogli di candidarsi nuovamente nel 2024.

Le modifiche assegnano inoltre al presidente – che è anche leader di turno dell’Unione Africana – più potere sul sistema giudiziario e preservano il ruolo dei militari in politica.

Nel 2013, al-Sisi ha guidato il golpe militare che ha deposto il primo presidente egiziano democraticamente eletto, Mohammed Morsi. Da allora, ha supervisionato un giro di vite senza precedenti contro il dissenso che ha portato alla detenzione di decine di migliaia di persone e alla condanna a morte, decretata da tribunali militari, di 717 persone nel 2018, 43 delle quali sono state eseguite.
Al-Sisi è stato eletto presidente nel 2014 e riconfermato l’anno scorso con il 97% dei voti ottenuti correndo praticamente da solo, dopo che diversi potenziali rivali sono stati costretti a ritirarsi o sono stati arrestati.

Secondo il sito di monitoraggio di internet NetBlocks, nelle ultime settimane le autorità egiziane hanno bloccato in parte o totalmente 34 mila siti web, nel tentativo di limitare l’accesso al sito di una Campagna che aveva raccolto 250 mila firme contro gli emendamenti. (BBC)