Egitto

Almeno dieci persone, per la maggior parte poliziotti, sono morte ieri sera in un’esplosione avvenuta al Cairo in Egitto nella parte ovest della città vicino a Giza, precisamente nel quartiere Haram. 

Secondo le ricostruzioni della procura egiziana l’esplosione è avvenuta durante un blitz della polizia nel covo di presunti terroristi. La polizia sarebbe stata informata della presenza di jihadisti all’interno di un appartamento e mentre era in corso il raid e si stava cercando di disinnescare l’ordigno rinvenuto sul posto, i sospetti hanno fatto esplodere l’appartamento. Secondo la procura ci sarebbero anche 13 feriti.

A rivendicare l’attacco stamane su Twitter è stato del gruppo “Ansar Beit el-Maqdes” legato all’Is.

Ieri le forze dell’ordine egiziane erano impegnate in una serie di perquisizioni per prevenire proteste di piazza in occasione del 25 gennaio, quinto anniversario della rivoluzione egiziana. Una “misura preventiva”, sulla base di un’attività di sorveglianza e intelligence durata mesi. La polizia infatti era in cerca di un covo dei Fratelli musulmani, organizzazione che nel 2013 era giunta al potere con controverse elezioni ma che poi una rivolta popolare guidata dai militari aveva defenestrato e messo al bando quale organizzazione terroristica. (Reuters)

Non è l’unico attacco sferrato dall’Is in  Egitto negli ultimi giorni. Almeno otto poliziotti egiziani sono stati uccisi nel nord del Sinai in un attacco avvenuto mercoledì sera e rivendicato sempre dall’Is.  Un commando ha sparato contro un posto di blocco in una piazza di Al Arish. Gli uccisi sono tre poliziotti di leva, un tenente colonnello, due capitani, un caporale e un’altro agente di leva nel polizia che in Egitto è militarizzata. Le forze dell’ordine stanno setacciando la regione a caccia dei terroristi.

Nella strategica penisola al confine con Israele e delimitata dal Canale di Suez opera il “Welayet Sinai”, un gruppo terroristico islamico affiliato dal novembre 2014 all’Is. Con attentati e attacchi, gli ex “Ansar Beit el-Maqdes” hanno causato centinaia di morti e l’Egitto risponde uccidendo terroristi in gran numero (un centinaio solo in queste prime tre settimane dell’anno). (Ansa)