Gambia verso il voto presidenziale
Dopo mesi di arresti e intimidazioni, nella Repubblica islamica del Gambia è iniziata la campagna elettorale che porterà al voto del 1 dicembre. Per la prima volta sulla scena c’è un candidato alla presidenza che riunisce tutte le opposizioni, contro il dittatore che da 22 anni tiene in pugno il piccolo paese enclave del Senegal.

Ha sempre considerato il più piccolo paese d’Africa una sua proprietà. A partire dal colpo di Stato del 1994 che lo ha portato al potere. Yaya Jammeh ha imposto in Gambia un’eccentrica dittatura, che miete le sue vittime tra gli avversari politici, i giornalisti e qualsiasi voce si opponga al suo regime. Nell’indifferenza internazionale. 

Dopo la morte e gli arresti di alcuni membri dell’opposizione e gli avvenimenti di aprile scorso, che sembravano poter far vacillare il suo regno, Jammeh è rimasto in realtà ben saldo al potere. Il presidente gambiano ha continuato anzi la sua strada verso l’isolazionismo internazionale e la repressione interna.

Un argomento di cronaca di questi giorni è infatti la volontà di ritiro del Gambia, (come Sudafrica e Burundi), dalla Corte penale internazionale: provvedimento che, secondo le organizzazioni di difesa dei diritti umani, permetteranno a Jammeh di continuare ad agire indisturbato.

Proprio la sera del 16 novembre, dopo una giornata di inizio campagna elettorale, è stato rilasciato il giornalista Alagie Manka, arrestato il 10 novembre per aver fotografato alcuni sostenitori di Yaya Jammeh.

Nel solito clima di tensione, preceduto da mesi di intimidazioni, si è appena aperta dunque la campagna elettorale che vedrà opporsi Jammeh e il suo partito Alleanza patriottica per il nuovo orientamento e la costruzione (Aprc) e altri due candidati: il businessman Adama Barrow, a capo della coalizione dei partiti dell’opposizione, e Mamma Kandeh, fuoriuscito del partito di governo e ora alla guida del Congresso democratico gambiano (Gdc).

Secondo il giornalista gambiano espatriato in Senegal, Frederic Tendeng, Jammeh teme Barrow. «Barrow è la migliore alternativa per i gambiani. È riuscito per la prima volta a unificare l’opposizione intorno a un solo candidato e ha un grande sostegno popolare. Jammeh aveva dichiarato che non avrebbe fatto campagna, ma quando si è reso conto del successo dell’avversario, è tornato in campo», afferma.

Come riporta la stampa gambiana in rete, Jammeh ha invocato una campagna elettorale pacifica, incoraggiando a votare liberamente per il candidato prescelto. Secondo il Daily Observer, il responsabile della sua campagna elettorale, Balla Jahumpa, ha affermato che «il Presidente Jammeh non è un politico, ma un servo del popolo, incaricato da Allah a guidare il paese verso lo sviluppo». 

La foto è di Luciana de Michele, giornalista freelance. Il suo blog è: africalive.info