Verso il voto del 19 maggio
Mentre i partiti stanno piazzando i fedelissimi per le politiche, sono tre i contendenti per lo scranno presidenziale: l’uscente Bingu wa Mutharika(nella foto), il navigato John Tembo, l’onnipresente Bakili Muluzi.

Loveness Gondwe e Beatrice Mwale, della National Rainbow Coalition, hanno presentato alla commissione elettorale la loro candidatura alla presidenza della repubblica. È il primo team di donne nella storia elettorale nel paese a pensare così in grande.

Oltre questo tentativo, che sa più di provocazione verso la politica maschilista del paese, non si intravedono proposte innovative. Gli aspiranti alla più alta carica del paese che dura un quinquennio e che in Africa è sempre confermata per un secondo mandato, sono eternamente gli stessi: John Tembo, un vero dinosauro della politica che per trent’anni è stata l’ombra crudele della dittatura e che è ancora alla guida del Malawi Congress Party; Bakili Muluzi, padre e padrone dell’United Democratic Front, che è già stato per dieci anni alla presidenza (1994-2004) e, forzando l’interpretazione della costituzione, intende ricandidarsi con l’unico scopo di rimuovere l’attuale presidente Bingu wa Mutharika che, a sua volta, ha scavalcato la convenzione del partito per presentarsi come candidato unico del Democratic Progressive Party: un partito che ha inventato mentre era già presidente.

Sono diciotto i possibili candidati alla presidenza della repubblica e 1.590 gli aspiranti ai 193 seggi del parlamento. Tanti, nonostante il tentativo della commissione elettorale di filtrare le candidature, chiedendo di pagare 100mila kwacha per chi si presenta come parlamentare e 500mila (2.500 euro) per la presidenza. E invece i grandi partiti hanno pagato d’ufficio per i candidati di provata fede (di cui intendono comperare anche l’obbedienza futura), gli altri hanno dovuto questuare tra i sostenitori politici o pagare personalmente.

La campagna elettorale inizia ufficialmente il 17 marzo in coincidenza con lo scioglimento del parlamento, mentre le elezioni si svolgeranno il 19 maggio. Le trattative politiche, le lotte di partito e le accuse di brogli sono al centro di questa preparazione. In questa vigilia elettorale manca solo una cosa: manca la gente. Anche se sono cinque milioni e ottocento mila sono gli iscritti stati registrati per avere il diritto al voto

L’ultimo anno è stato caratterizzato da un impasse politico che ha messo in ginocchio il paese, che non è autosufficiente sul piano alimentare. Il governo di minoranza era in totale balia delle coalizioni dell’opposizione che ha cercato più volte la carta delle dimissioni del presidente. Questi, a sua volta, ha governato il paese scavalcando il parlamento, al limite dell’incostituzionalità.