Eritrea / Etiopia

A meno di un anno dalla loro apertura, il governo eritreo ha chiuso nuovamente i confini con l’Etiopia. Il provvedimento, deciso l’anno scorso in seguito alla firma della pace, aveva dato il segnale del disgelo effettivo tra i due paesi, dopo 18 anni di conflitto.

La chiusura è stata progressiva. Lo scorso dicembre era stata chiusa la frontiera tra Serha e Zalambesa; un paio di settimane fa quella tra Om Hajer e Humera. L’ultimo posto di confine aperto tra i due paesi, quello tra Bure, in Etiopia, e Assab, in Eritrea, è stato chiuso lo scorso fine settimana. L’ufficio informazioni della regione Afar, in cui Bure si trova, ha fatto sapere che lo stop è stato decretato dal governo di Asmara.

Nessuna giustificazione per la decisione è stata fornita da parte eritrea e nessuna dichiarazione è stata fatta dalla parte etiopica. Durante una conferenza stampa, Nebiyat Getachew, portavoce del ministero degli Esteri di Addis Abeba, non ha risposto direttamente alla domanda rivoltale dai giornalisti. Si è limitata a dichiarare che «Il processo per la regolamentazione dei movimenti delle persone e delle merci attraverso il confine, è iniziato con la firma della pace, sta progredendo bene». «Queste attività daranno forma alle future relazioni tra i due paesi e ci permetteranno di avere risposte complete su questioni particolari», ha aggiunto elusivamente. 

Se ne può dedurre, dunque, che il problema sta nella regolamentazione dei traffici commerciali, che erano liberi, e nello spostamento della popolazione che finora era avvenuta senza necessità di visto. Entrambe le modalità erano difficilmente gestibili da parte di Asmara che ha un’economia incomparabilmente più debole rispetto a quella etiopica e che rischia un’emorragia di popolazione.

La chiusura unilaterale indica però anche potenziali nuove tensioni tra i due paesi. (The East African / The Reporter Ethiopia)