Etiopia / Elezioni

Urne aperte domenica prossima in Etiopia, secondo Paese africano per numero di abitanti, per le quinte elezioni politiche dalla caduta del regime dittatoriale del Derg, nel 1991. Scontata la vittoria della coalizione che è al potere dal 1991, il Fronte democratico rivoluzionario del popolo etiope (Eprdf), e che alle ultime elezioni del 2010 si impose con il 99,6% delle preferenze. A due giorni dal voto per le strade di Addis Abeba la presenza dell’opposizione è appena visibile sui manifesti elettorali.

Sono circa 36,8 milioni gli elettori registrati al voto, su 94 milioni di abitanti, e circa il 48% di loro sono donne. Gli etiopi sono chiamati ad eleggere i 547 deputati della Camera dei rappresentanti del popolo, così come quelli delle assemblee regionali. Sono circa 6.000 i candidati presentati da 58 partiti politici. I primi risultati saranno annunciati cinque giorni dopo il voto, mentre quelli definitivi sono attesi per il 22 giugno.

Le elezioni di domenica sono le prime a tenersi in Etiopia dalla morte dell’uomo forte del Paese, il premier Meles Zenawi, deceduto nel 2012 dopo essere stato per oltre 20 anni alla guida del Paese. A Meles è stato riconosciuto il merito di aver avviato la ricostruzione economica dopo gli anni bui della carestia, facendo raggiungere al Paese tassi di crescita di oltre il 10% annuo negli ultimi cinque anni

Il suo successore, Hailemariam Desalegn, ha portato avanti la politica delle grandi opere, promettendo anche di voler riconoscere maggiori spazi all’opposizione. Malgrado le promesse di apertura, i partiti di opposizione hanno però accusato l’Eprdf di aver fatto ricorso a mezzi autoritari per limitare la loro campagna elettorale e garantirsi così la vittoria. “Lo spazio politico è limitato”, ha denunciato Yilekal Getinet, leader di Semayawi (Partito blu in amarico), uno dei principali partiti di opposizione. “Il governo ha adottato leggi repressive contro la società civile e la stampa. Molti giornalisti e attivisti sono stati mandati in prigione o costretti a lasciare il Paese”, ha aggiunto.

Nel 2010, l’Eprdf ottenne il 99,6% delle preferenze, conquistando tutti i seggi, eccetto uno. Il solo deputato dell’opposizione, Girma Seifu, del partito dell’Unità per la democrazia e la Giustizia, ha deciso di non ricandidarsi alle elezioni di domenica.

Assenti gli osservatori di Unione europea e Centro Carter, presenti nel 2005 e nel 2010. In un comunicato stampa, l’Ue ha dichiarato che non avrebbe inviato osservatori alle prossime elezioni, dato che le sue raccomandazioni, inviate al governo di Addis Abeba in vista del voto non sono state accolte. Solo l’Unione africana ha inviato 59 osservatori che presenteranno un rapporto il 26 maggio e sono giunti ieri nella capitale Addis Abeba. La missione di osservatori, guidata dall’ex presidente della Namibia Hifikepunye Pohamba rimarrà nel paese fino alla fine della prima settimana di giugno. (Askanews)