Etiopia: l’EHRC abbandona le indagini sulla morte di Bate Urgessa
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La Commissione etiopica per i diritti umani denuncia ostruzionismo istituzionale nell’inchiesta sull’assassinio del politico oromo
Etiopia: l’EHRC abbandona le indagini sulla morte di Bate Urgessa
08 Maggio 2024
Articolo di Redazione
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La Commissione etiopica per i diritti umani (EHRC) in una lettera denuncia di essere stata costretta ad abbandonare le indagini relative alla morte di Bate Urgessa, funzionario politico del Fronte di liberazione oromo (Oromo Liberation Front – OLF) nella città di Meki, zona East Showa, stato-regione di Oromia, avvenuta a inizio aprile.

“Non appena ricevuta la notizia (della morte, ndr)” si legge nella lettera – indirizzata al presidente della regione, Shimelis Abdissa, all’ufficio della commissione di polizia, del procuratore generale e dell’amministrazione e della sicurezza regionale – l’EHRC aveva inviato “investigatori esperti che lavoravano nelle vicinanze” per raccogliere informazioni e prove.

Bate Urgessa era stato arrestato dalle forze di sicurezza il 22 febbraio insieme al giornalista francese Antoine Galindo mentre conduceva un’intervista in un hotel di Addis Abeba.

Era stato accusato di “cospirazione con due gruppi armati” – l’OLA-Shene (Esercito di Liberazione Oromo) e la milizia amhara FANO – per aver fomentato disordini nella capitale, ed era stato rilasciato dopo due settimane dietro pagamento di una cauzione di 100mila birr.

Urgessa per vari anni aveva alternato periodi di libertà ad altri di detenzione. Di recente la sua salute si era deteriorata mentre si trovava in carcere e per questo era stato rilasciato.

La mattina del 10 aprile – secondo la denuncia – il corpo di Bate era stato trovato con le mani “legate dietro la schiena, colpito alla testa, al torace e all’addome”.

La squadra dell’EHRC aveva iniziato le indagini e l’11 aprile contattando i testimoni con cui già aveva parlato per porre ulteriori domande, scoprendo che questi erano stati arrestati dalla polizia che aveva dichiarato di averli trattenuti “per la loro sicurezza”. Non aveva quindi potuto parlare con loro.

Inoltre, la polizia aveva arrestato anche membri della famiglia di Bate che stavano collaborando alle indagini dell’EHRC.

Il Fronte di Liberazione Oromo (OLF) ha condannato il “brutale omicidio” del politico, descrivendolo come persona altruista e coraggiosa. Ha inoltre rivolto un appello a “tutte le organizzazioni per i diritti umani e le persone amanti della pace affinché intraprendano immediatamente un’indagine neutrale e imparziale”.

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