Etiopia

Il primo ministro etiopico Hailemariam Desalegn ha annunciato poco fa le sue dimissioni dalla carica di premier e di capo del partito, riportano le principali testate nazionali ed internazionali. Le dimissioni sono state presentate al People’s Revolutionary Democratic Front (EPRDF), coalizione al governo, nonostante il primo ministro abbia dichiarato che continuerà ad espletare le proprie funzioni in maniera provvisoria fino a che il parlamento non avrà accettato le sue dimissioni e nominato un successore.

Le dimissioni, assolutamente inaspettate, giungono dopo più di due anni di proteste anti governative che hanno causato più di 300 morti (stime ufficiali) e un migliaio di prigionieri politici. Le proteste scoppiarono nel 2015 nelle regioni dell’Oromia e dell’Amhara, costringendo il parlamento etiopico a proclamare dieci mesi di stato di emergenza.

Nel tentativo di pacificare la situazione, il governo etiopico ha iniziato il mese scorso a concedere la grazia e scarcerare i prigionieri politici (soprattutto oppositori e giornalisti). Le dimissioni di Desalegn sembrano assolutamente coerenti con la nuova strategia. “Le mie dimissioni sono di importanza vitale nel tentativo di attuare riforme che portino alla pace e alla democrazia” ha dichiarato l’ormai ex-premier.

Hailemariam Desalegn governava l’Etiopia dal 2012, dopo la morte del suo predecessore Meles Zenawi. Prima di assumere la carica di primo ministro aveva già occupato le posizioni di vice primo ministro e ministro degli Esteri, oltre che essere nominato come presidente dell’Unione Africana nel 2013.

Nell’ottobre 2017 il suo capo del protocollo aveva chiesto asilo politico negli Stati Uniti temendo di essere perseguitato al suo rientro da un viaggio negli Usa. (The East African / Al Jazeera)

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