Industria militare
Dati di bilancio positivi per la holding italiana e contratti in crescita nella sponda sud del Mediterraneo. Specie in Libia, dove sta maturando un’intesa per il controllo dei confini meridionali del paese di Gheddafi.

Primo semestre 2009 all’insegna della crescita per Finmeccanica, la holding italiana nella top ten mondiale dell’industria militare, il cui azionista di riferimento è il ministero dell’Economia. I dati di bilancio approvati dal consiglio di amministrazione evidenziano ricavi per 8,5 miliardi di euro (+32% rispetto al medesimo periodo 2008), il portafoglio ordini sfiora i 43 miliardi (+10% rispetto al 2008) e risulta equivalente ad oltre due anni e mezzo di produzione. Anche l’utile netto è in crescita.

Aumenta anche il personale, che supera le 73.000 unità. A conferma dell’elevato livello di internazionalizzazione raggiunto, 12.600 lavorano negli Usa, poco più di 10.000 nel Regno Unito e oltre 3.600 in Francia. Da rimarcare che gli investimenti per ricerca e sviluppo hanno sfiorato i 900 milioni (+6%) e sono equivalenti al 10% dei ricavi. Pure l’indebitamento si è impennato, toccando i 4,6 miliardi e un +77%.

«Abbiamo registrato una crescita dei principali indicatori economici grazie anche all’apporto della recente acquisizione di DRS Technologies negli Usa – è il commento di Pier Francesco Guarguaglini, numero uno di Finmeccanica – i cui risultati confermano pienamente la validità dell’iniziativa. Il successo della nostra strategia è dovuto anche alla diversificazione geografica delle attività. Oltre ai tradizionali mercati domestici, quali Italia, UK e Usa, stiamo allargando i nostri interessi commerciali ai paesi dell’area del Mediterraneo, che presentano interessanti opportunità di sviluppo. In Libia, Egitto, Marocco e Algeria abbiamo recentemente conseguito importanti contratti, che vanno ad aggiungersi a quei paesi nei quali la nostra presenza è ormai consolidata da tempo, come gli Emirati Arabi, l’Arabia saudita, la Malesia e lo Yemen».

Tali dichiarazioni, considerato che il fatturato militare costituisce circa i 2/3 del totale Finmeccanica, appaiono poco rassicuranti. Infatti, sussiste il forte rischio di un rafforzamento delle esportazioni di armi verso paesi che Amnesty International considera non rispettosi dei diritti umani. Non a caso proprio quest’estate Finmeccanica e Libyan Investment Authority (il fondo sovrano libico) hanno siglato un accordo per la promozione di attività di cooperazione strategica in Libia e in altri paesi del Medio Oriente e dell’Africa.

La Libia è già un importante mercato. Guarguaglini nelle scorse settimane aveva affermato: «A settembre inaugureremo lo stabilimento per l’assemblaggio degli elicotteri. E tra non molto dovremmo firmare il contratto per il controllo dei confini Sud della Libia». Ecco un frutto concreto dell’Accordo di cooperazione italo-libico che il 30 agosto prossimo sarà festeggiato a Tripoli da Berlusconi e Gheddafi, anche con l’esibizione delle Frecce tricolori. In questo modo il nostro paese punta a esternalizzare il controllo delle frontiere.

A far crescere Finmeccanica è stato principalmente il settore dell’elettronica per la difesa e sicurezza (+89% del fatturato) grazie al grande apporto di DRS che da sola costituisce circa la metà del fatturato del comparto. Ai ricavi hanno contribuito soprattutto equipaggiamenti e radar avionici per l’aereo Eurofighter, le forniture per le fregate navali Fremm. Anche il settore aeronautica ha registrato in aumento (+13% del fatturato), causato dall’incremento del programma Eurofighter e per gli aerei addestratori MB339. Fra gli ordini particolare rilevanza assume l’aereo da trasporto militare C 27j adottato dagli Usa in ulteriori 7 velivoli.
Il settore elicotteri è cresciuto del 12%% grazie per lo più a commesse con il ministero della difesa di Londra. Fra i nuovi contratti sono da menzionare 12 elicotteri Lynx per l’esercito inglese. Sono stazionari, invece i sistemi di difesa, con la produzione di sistemi missilistici e dei sistemi di difesa aerea Meads realizzato in coproduzione con USA e Germania.