Il secondo summit delle first ladies dei paesi non allineati.

«Sulla sicurezza alimentare e sulla fame nel mondo – ha dichiarato Suzanne Mubarak, moglie del presidente egiziano – abbiamo sentito tante promesse da parte della comunità internazionale. Fino a questo momento però non sono state mantenute. Ora è il momento di farlo».

 

La first lady egiziana ha concluso con queste parole il secondo summit delle first ladies dei paesi non allineati andato in scena domenica a Roma, il giorno prima dell’apertura del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare. Dopo la prima edizione, tenutasi a Sharm El Sheikh lo scorso luglio, Mubarak è stata confermata presidentessa dei lavori. Al suo fianco tra le altre c’erano le first ladies di Libia, Zimbabwe, Iran e Iraq oltre ad Isabella Rauti, moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno e capo del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio.

 

L’attenzione del vertice è stata catturata dalla presenza di Azam al-Sadat Farai, moglie del presidente iraniano Ahmadinejad, che si èscagliata contro la politica di occupazione e di corsa alle armi capitalistica che non permette un adeguato sviluppo dei paesi poveri.

 

Al centro del dibattito delle first ladies le difficoltà che le donne incontrano nei paesi in via di sviluppo. In particolare l’accesso alle terre: solo il 2% delle terre sono possedute da donne, una percentuale risibile considerato il fatto che nell’Africa subsahariana il 31% delle famiglie che vivono di agricoltura sono guidate da donne. Inoltre c’è la difficoltà di ottenere credito: tra i paesi dove è possibile recuperare informazioni solo il 10% consente i prestiti alle donne. Secondo le first ladies, se implementati, questi due pilastri assicurerebbero un valido aiuto per contrastare la fame.

 

(Luca Bolognesi)