Besson è in carica dal 15 gennaio
Eric Besson sostituisce Brice Hortefuex alla testa del ministero francese dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’identità nazionale e dello sviluppo solidale. Ma le linee politiche che perseguono la costruzione di un’Europa-fortezza non paiono mutare.

Nel minirimpasto di governo che il presidente francese Nicolas Sarkozy sta attuando, cambia anche il vertice del discusso ministero dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’identità nazionale e dello sviluppo solidale. Eric Besson prende il posto di Brice Hortefeux, che riceve l’incarico di ministro del lavoro. Besson, che ha vissuto 18 anni in Marocco, appartiene al gruppo di politici cresciuti nelle file del Partito socialista francese, ma che nelle ultime elezioni hanno compiuto una virata di campo: il più noto è Bernard Kouchner, ministro degli esteri, fondatore di Medici senza frontiere ed ex esponente del Ps.

L’avvicendamento coincide con la chiusura del semestre francese di presidenza europea, nelle cui linee politiche il tema delle migrazioni ha occupato un posto centrale. La Francia ha sostenuto l’approvazione nel giugno scorso della normativa sui rimpatri (soprannominata “la direttiva della vergogna”) e ha ospitato in novembre il summit euro-africano sulle migrazioni, negando ad oltre 300 associazione del collettivo “Ponti e non muri” di presentare le loro ragioni. La Cimade, associazione francese simbolo dell’accoglienza dell’accompagnamento giuridico delle persone migranti, delinea un bilancio fortemente critico della linea politica perseguita da Hortefeux: “dov’era la sua umanità durante l’incendio del centre de rétention [i Cpa francesi, ndr] di Vincennes, il 22 giugno 2008, all’indomani della morte di una persona trattenuta? Conseguenza dell’ossessione delle quote d’espulsione, la rivolta dei sans-papiers è il simbolo della diperazione quotidiana inflitta a decine di migliaia di migranti”.

Il cambiamento ai vertici del ministero è arrivato il 15 gennaio: queste prime settimane di lavoro stanno offrendo nodi di riflessioni sulle prossime azioni del governo d’oltralpe in materia di politiche migratorie. Il ministero di cui Besson assume la dirigenza è uno dei più criticati tra quelli creati dal governo Sarkozy, per il difficile equilibrismo di affiancare l’identità nazionale all’integrazione e per le accuse di intraprendere scelte che si distanziano radicalmente dagli obiettivi di uno “sviluppo solidale”. Besson ha tracciato la propria direzione politica affermando che rispetterà “scrupolosamente gli impegni di Sarkozy”. E si è detto “molto determinato” a proseguire la lotta contro l’immigrazione clandestina.

In un’intervista al quotidiano Le Monde, il neoministro ha dichiarato che “la vera questione è sapere se una’altra politica dell’immigrazione è possibile nell’accezione in cui la propongono certe associazioni e movimenti di estrema sinistra, che difendono il principio dell’accoglienza generale e della libera circolazione. Questo non è credibile”. Dall’altra parte, la Cimade risponde invocando un deciso cambiamento di politica.

In quest’ottica, il Forum sociale mondiale nella città brasiliana di Bélem costituisce un primo banco di prova per il neoministro Besson: la Cimade afferma infatti che “nell’ora in cui la questione delle migrazioni è posta su scala mondiale, tenendo conto della società civile e ponendo la questione dei diritti dei migranti al cuore del dibattito, come è avvenuto al Forum globale sulle migrazioni e lo sviluppo a Manila, è frustrante vedere che in Francia e in Europa si riservi un tale disprezzo per quanto dicono i migranti, le loro associazioni e coloro che le sostengono”. Dandosi appuntamento a Bélem: “lavoriamo per portare le nostre rivendicazioni al Forum sociale mondiale in Brasile e alle prossime elezioni europee del 2009”.