Gabon

La politica del Gabon appare divisa davanti alla decisione inattesa della Corte costituzionale, considerata vicina alla maggioranza presidenziale, che lunedì scorso ha licenziato il primo ministro Emmanuel Issoze Ngondet e il suo governo, imponendo anche lo scioglimento di un’ala del parlamento. Una scelta giustificata dal protrarsi del ritardo nell’indire le elezioni amministrative – inizialmente previste per il 27 dicembre 2016 – che avrebbero dovuto svolgersi entro il 30 aprile scorso.

La Corte ha dunque affidato al Senato (Camera alta) le mansione della disciolta Camera bassa, mentre l’attuale governo sarà sostituito da uno nuovo, nominato interamente dal presidente Ali Bongo, la cui famiglia governa il paese produttore di petrolio da oltre 50 anni.

La decisione dei giudici è stata adottata in modo “completamente libero e autonomo”, assicura il portavoce del governo e ministro delle Comunicazioni, Economia digitale, Cultura, Arte, e Tradizioni, Alain Claude Bilie By Nze.
“La nostra preoccupazione è che il persistere di questa crisi aumenta l’incertezza nel paese” fa sapere il candidato sconfitto alle presidenziali del 2016, Jean Ping. “Questo è un nuovo sviluppo del colpo di stato, perché stiamo già vivendo un colpo di stato dal 2016”, è il commento del sociologo ed ex ministro di Bongo, ora all’opposizione, Anaclé Bissielo.
Per David Mbadinga, portavoce della coalizione di 41 partiti di opposizione, questi annunci della Corte costituzionale vanno, invece “nella giusta direzione”. Mbadinga chiede quindi ora al capo dello Stato di organizzare una consultazione con l’intera classe politica. (Radio France Internationale)