Mozambico / Intervista in esclusiva
In Mozambico, malgrado la povertà assoluta, l’AIDS e il sottosviluppo endemico, la gioventù è viva e in pieno fermento per crescere e far crescere il proprio paese.

 Mentre il 12 di Agosto del primo mondo viene festeggiato nel bel mezzo delle vacanze estive, qui, nel sud del sud dell’Africa più profonda, la Giornata Mondiale della Gioventù si festeggia in pieno inverno e soprattutto in piena attività scolastica e lavorativa. Ma non è certamente di tipo meteorologico-stagionale la differenza che segna le due date nel nord e nel sud del pianeta.
 
Mozambico giovaniIn Mozambico il 12 di Agosto di quest’anno i giovani hanno fatto vedere, forse per la prima volta, la propria capacità di esserci. Hanno percorso oltre 2500 chilometri in carovane disagiatissime, per ritrovarsi sotto un’unica bandiera e con una sola domanda, forte e chiara: “CHI SONO IO? “. Una domanda che è risuonata in tutto il paese come un urlo della gioventù mozambicana.
Chi sono io per riconquistare le antiche radici, tagliate da 500 anni di colonizzazione e da un decennio di regime russo-sovietico. Un bisogno di ricerca del proprio essere che finalmente comincia a farsi vivo nella gioventù mozambicana, insieme alla ricerca delle soluzioni per i problemi urgenti e vitali che affliggono questa parte del paese.
 
Il Mozambico è tra i paesi più poveri di tutto il continente afiricano ed è ancora martoriato e falcidiato nella sua gioventù da un tasso di infezione dell’AIDS che si calcola (benevolmente) tra il 25 e il 40% della popolazione attiva.. Qui si combatte ancora con la Malaria che fa ancor più vittime dell’AIDS, soprattutto nei bambini; il tasso di mortalità infantile è ancora altissimo e il Colera e la Lebbra non sono ancora del tutto sconfitti.
 
Ma tutte le medaglie hanno la faccia cattiva e quella buona e anche il Mozambico ha la sua faccia positiva, sicuramente rappresentata dalla sua gioventù. Chi ce la fa e sopravvive a questa vera e propria lotta per la sopravvivenza quotidiana, ha una grande voglia di fare, creare, essere protagonista. Ed è così che la musica tradizionale e quella “globalizzata” producono sempre nuovi artisti; proprio in questi giorni l’UNESCO ha dichiarato partimonio dell’umanità la TIMBILA, l’antico strumento musicale, padre del moderno xilofono, e sono molti i gruppi che suonano questa musica. Danza, arti figurative, moda, teatro e cinema, vedono nuovi giovani creativi alla ribalta, per vincere l’immagine trita e ritrita dell’Africa sofferente, affamata, piangente e senza speranza.
 
MozambicoUna speranza che sta nelle mani dei giovani. Quella parte di paese che si sta lentamente, ma progressivamente risvegliando dal torpore del dolore profondo e vuole ritrovarsi insieme per lottare alla ricerca di un futuro possibile.
Per capire come sono rappresentati questi giovani in Mozambico, incontrato il Presidente del Consiglio Nazionale della Gioventù Eduardo Munhequete. Un giovane medico che ha preso davvero a cuore la sorte della gioventù mozambicana e lotta fianco a fianco con i suoi giovani, per vincere una guerra dura, fatta di battaglie perse, ma destinata, prima o poi, ad essere vinta. Il CNJ è un’organizzazione che ha il compito di rappresentare i giovani nelle sedi politiche e nella società civile. Ben radicato in tutti gli angoli del paese, ha sufficiente vitalità interna per farsi promotore di attività sindacali, culturali e di sviluppo delle qualità individuali. Dal lavoro, alla casa, alla salute. Riunisce intorno a se oltre 300 associazioni di giovani, distribuite in tutte le province.
 

Dopo 16 anni di dalla fine della guerra civile e dopo tre turni elettorali di taglio democratico, quali sono le principali priorità e aspirazioni del giovani mozambicani?
 
Il lavoro, l’abitazione e la lotta contro l’AIDS.
Malgrado questi anni di pace l’indice di disoccupazione è molto alto e questo produce forti frustrazioni sociali e spinge I giovani in direzione di criminalità, consumo di alcol e droga. A causa del sottosviluppo in Mozambico si costruisce poco e la mancanza di case a prezzo accettabile costringe I giovani a rimanere nella casa dei genitori con scompensi sociali ed economici non indifferenti. Le banche applicano tassi impossibili da sostenere da una famiglia a basso redddito (ndr. Dal 25 al 35% che in Europa sono considerai strozzinaggio – con un salario medio che non supera I 100 USD al mese). A questo si aggiunge la piaga dell’AIDS che non accenna a diminuire e soprattutto all’accesso quasi impossibile ai farmaci antiretrovirali e al suo uso corretto; senza contare le gravissime difficoltà del sistema di salute pubblica, soprattutto nelle periferie del Paese.
 
 
Cosa fa il Governo per rispondere concretamente a queste priorità? E qual è la risposta dei giovani nella capitale, nelle province e nei distretti?
 
Per rispondere a queste priorità il governo promuove molto la discussione interna. Attualmente si sta dibattendo con vivo interesse la nuova legge del Lavoro che sta per essere varata dall’Assemblea della Repubblica. Questa Legge comprende alcune importanti facilitazioni per I giovani, ma sono ancora poche per rispondere adeguatamente alle esigenze reali. Mnetre sono in piena attività di studio ed implementazione la Politica Nazionale per la casa, per la gioventù e il Piano strategico del Consiglio Nazionale per la lotta contro l’HIV-SIDA. I giovani rispondono attraverso il CNJ e le Associazioni, ma è ancora molto difficile trovare l’unità d’intenti e I canali giusti per incidere nelle decisioni. Ma tutti insieme combattiamo per ottenere case a basso costo e mutui casa con interessi bancari accessibili; per creare condizioni di microimpresa che riduca la quantità il numero di disoccupati e la promozione della formazione individuale, per dare capacità di fare adeguate alle richieste del mercato e dell’economia interna che, anche se lentamente, continua a crescere e a richiedere personale capace e preparato.
 
 
Mozambico giovani 2I giovani rappresentano certamente la risorsa più preziosa per lo sviluppo sostenibile del Paese. Cosa fanno concretamente le istituzioni per favorire le attività giovanili e per creare effettive opportunità di crescita, nella cultura, nell’arte, e nell’educazione sociale?
 
Al momento si fa ancora molto poco. Esiste la politica nazionale della Gioventù, disegnata dal Governo, che difende e promuove l’associativismo giovanile quale forma effettiva di partecipazione delle gioventù nel processo di sviluppo. Occasionalmente si promuove manifestazioni di scambio culturale con altri paesi lusofoni, nei settori della cultura e dello sport, come nel caso della recente Biennale dei Giovani Creativi di lingua Portoghese, organizzata in agosto a Maputo.
 
 
Il cammino è ancora lungo e faticoso, anche secondo Eduardo Munhequete, ma la salita è iniziata e prima o poi si vedrà la cima.