Rwanda
Il regime rwandese non si smentisce. Quattro militari, un tempo vicini al presidente e oggi riparati in Sudafrica, sono accusati di atti di terrorismo e rischiano pene severe. Intanto è stata negata la scarcerazione alla leader dell’opposizione Victoire Ingabire, arrestata a metà ottobre con l’accusa, non supportata da prove, di affiancare dei terroristi.

La giustizia militare rwandese non ci sorprende. Ci stupisce. Ieri da quella giustizia sono state richieste pene di prigione pesantissime (dai 30 ai 35 anni!!!) contro 4 militari ex vicinissimi di Paul Kagame, il presidente (nella foto). Per fortuna loro sono tutti fuggiti all’estero e rifugiati in Sudafrica. Sono quindi giudicati in contumacia. Il verdetto dell’Alta corte militare è atteso per il 14 gennaio.

 

Accusati di aver attentato alla sicurezza dello stato e di associazione per delinquere, i quattro ex quadri del Fronte patriottico rwandese (Fpr) al potere in Rwanda e molto vicini all’uomo forte di Kigali, sono accusati di essere responsabili di una serie di attentati dinamitardi perpetrati un anno fa.

 

Lo scorso giugno, l’ex capo di stato maggiore, il generale Kayumba Nyamwasa, era stato vittima di un attentato in Sudafrica. La sua famiglia accusa il potere di Kigali di aver ordinato il tentato omicidio. Da notare che Kigali ha emesso due mandati di cattura contro il generale Kayumba.

 

Altro uomo che dà fastidio al regime di Kigali è l’ex capo delle informazioni esterne. Lo scorso agosto, Patrick Karegeya aveva lanciato un appello alla sollevazione popolare. Il che ha fatto “imbufalire” il potere rwandese. A completare la lista degli accusati c’è il maggiore Théogène Rudasingwa e suo fratello, l’ex procuratore generale Gérald Gahima.

 

In un documento pubblicato all’inizio di settembre, questi 4 ex vicini a Kagame, hanno denunciato un bilancio molto negativo delle libertà nel loro paese da 16 anni a questa parte, cioè da quando Kagame è praticamente alla guida del paese. E hanno messo in evidenza che quello di Kagame è «un governo di minoranza tanto repressivo quanto irresponsabile».

 

Da segnalare anche che il 30 dicembre, un tribunale di Kigali ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata da Victoire Ingabire Umuhoza (nella foto), leader dell’opposizione, arrestata lo scorso 14 ottobre con l’accusa di «affiancare dei terroristi». Anche se non sono state prodotte prove convincenti per la sua incriminazione, i giudici hanno deciso di non scarcerarla, avallando le scelte politiche del regime. Victoire Ingabire, 42 anni, era tornata nel 2010 dal suo esilio in Olanda per candidarsi alle presidenziali dello scorso agosto. Non le è stato consentito di candidarsi, né il suo partito – Forze democratiche unite – è stato riconosciuto.