In stallo la preparazione del secondo turno
Il quadro delle alleanze in vista del ballottaggio per le elezioni presidenziali in Guinea Conakry è completo. I due candidati Cellou Dalein Diallo e Alpha Condé (nella foto da sinistra) saranno sostenuti rispettivamente da Sydia Touré e Lansana Kouyaté. Ma trentasette giorni dopo il primo turno la data non è ancora stata annunciata.

Il leader storico dell’opposizione ai militari e candidato alla presidenza, Alpha Condé, ha ottenuto ieri il sostegno del Partito per la speranza di sviluppo nazionale (Sarp) e del suo presidente, l’ex primo ministro Lansana Kouyaté, arrivato quarto per numero di voti (7%) alle elezioni presidenziali del 27 giugno.

 

Il primo a schierarsi, il 28 luglio, era stato però Sydia Touré, anche lui sconfitto al primo turno. Touré, candidato dell’Unione delle forze repubblicane (Ufr), è stato il politico che ha ottenuto più consensi (13,2%) dopo Cellou Diallo (43,69%) e Alpha Condé (18,25%). L’annunciato sostegno a Diallo porterebbe, almeno sulla carta, l’ex primo ministro alla presidenza con il 56,71%.

 

A Condé e Kouyaté rimarrebbe un 20,2%. Una percentuale che potrebbe però aumentare se l’oppositore riuscirà a catalizzare il voto di centinaia di migliaia di guineani che non si sono espressi al primo turno, o il cui voto è stato invalidato. E poi ci sono gli eventuali consensi raccolti da una quindicina di ex candidati bloccati dallo sbarramento al 5%. Un bottino di voti che saranno però spartiti tra i due candidati in ballottaggio.

 

Resta incerto, dunque, l’esito di queste prime elezioni democratiche dall’indipendenza dalla Francia nel 1958, anche se appare chiara, ora, la generale linea di demarcazione geo-politica nelle alleanze. Gli ex candidati originari delle provincie della Moyenne Guinée e della Basse Côte affiancano Diallo, quelli del Haute Guinée e della Guinée forestière sostengono invece Condé.

 

Intanto oggi è arrivato a Conakry Blaise Compaoré, presidente del Burkina Faso e mediatore della crisi per il blocco regionale Ecowas. Una visita di 24 ore per incontrare il presidente ad interim Sekouba Konaté, i funzionari del Consiglio nazionale di transizione, la Commissione elettorale nazionale indipendente, la Corte Suprema e altri soggetti politici, nel tentativo di sbloccare lo stallo nella preparazione del secondo turno.

 

La data del voto, inizialmente previsto per il 18 luglio, deve infatti ancora essere annunciata. La scorsa settimana la Commissione elettorale ha proposto il 15 luglio, ma Condé chiede di posticipare l’appuntamento con le urne al 22, mentre Diallo, forte del vantaggio ottenuto il 27 giugno, spinge per abbreviare i tempi tra un voto e l’altro.