Mozambico / Malawi / Zimbabwe

Più di 150 persone sono morte e altre centinaia sono disperse dopo il passaggio del ciclone Idai sull’Africa sud-orientale.

Secondo stime delle Nazioni Unite, sono state colpite oltre 1 milione e mezzo di persone in Mozambico, Malawi e Zimbabwe. Decine di migliaia sono rimaste completamente isolate nelle zone rurali.

Il ciclone si è abbattuto giovedì vicino alla città costiera di Beira, in Mozambico, con piogge intense e raffiche di vento che hanno toccato una velocità di 200 chilometri orari, abbattendo le linee elettriche e molte abitazioni. La tempesta si è spostata poi verso ovest, in Malawi e in Zimbabwe, uccidendo circa 126 persone. I funzionari dello Zimbabwe ieri hanno confermato 65 morti.

Le agenzie delle Nazioni Unite e la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (Ifrc) hanno attivato i soccorsi, anche portando cibo, acqua e medicinali con gli elicotteri alle popolazione isolate. Gli elicotteri dell’aeronautica hanno cominciato il recupero di persone in pericolo, ma i voli sono stati rallentati dai forti venti.

Il passaggio di Idai ha anche distrutto colture e piantagioni. Lo Zimbabwe quest’anno ha dovuto affrontare una grave siccità che ha danneggiato le colture e questo nuovo disastro ambientale ha lasciato 5,3 milioni di persone con necessità di aiuti alimentari.

I presidenti del Mozambico e dello Zimbabwe hanno interrotto i loro viaggi all’estero per far fronte alle conseguenze del ciclone.

L’intensità di Idai sta scemando, ma i meteorologi avvertono la pioggia continuerà cadere in tutta l’Africa sud-orientale, nei prossimi giorni. (Al Jazeera)