Nel paese si torna al voto dopo l’inaspettata sentenza con la quale la Corte costituzionale ha annullato, per “diffuse, sistematiche e gravi” irregolarità, dell’esito delle elezioni presidenziali che il 21 maggio 2019 avevano sancito la riconferma per un secondo mandato del presidente Peter Mutarika.

Secondo la commissione elettorale, circa 6,8 milioni di malawiani sono ammessi a votare in oltre 5mila seggi elettorali, a fronte di una popolazione di 17,5 milioni di persone, per lo più giovani. Nigrizia ha raggiunto nella capitale Lilongwe l’analista politico Bisani Makuwira per tracciare un quadro generale della situazione politica e sociale nel paese.

Com’è il clima politico?

Nelle nuove elezioni presidenziali, la posta in gioco è davvero alta. Il partito di governo, Partito democratico progressista (Dpp), sta lavorando per mantenere la sua presa sul potere cercando di delegittimare le opposizioni e tentando di truccare il voto. Ci sono stati rapporti sui social media di tali tentativi, anche se non è dato sapere quanto siano veritieri.

A maggio e giugno ci sono stati anche alcuni episodi di violenza motivata politicamente, in particolare nei confronti del vicepresidente e candidato per la coalizione di opposizione Tonse Alliance, Saulos Chilima, al quale si è tentato di impedire di visitare determinate zone del paese nel corso della campagna. Nonostante questi incidenti, è stata generalmente una campagna elettorale pacifica.

Tuttavia, è probabile che si verifichino episodi di confronto fisico nei centri elettorali, dove i rappresentanti del candidato di Tonse Alliance combatteranno per accertarsi che nessun voto venga manomesso. Con gli alti livelli di sfiducia nei confronti del partito al potere causati dalle irregolarità nelle elezioni del 2019, gli agenti dell’opposizione cercheranno di tutelare il processo di gestione dei voti. Saranno molto duri nel richiedere la trasparenza in tutti i passaggi.

Sul fronte opposto, se il Dpp sta davvero pianificando di truccare le elezioni, si batterà per garantire che le sue macchinazioni abbiano successo e non permetterà a nessuno di intralciare i suoi piani. È il perseguimento di questi obiettivi da entrambe le parti che porterà probabilmente a scontri fisici nei centri di votazione o di conteggio.

Tuttavia, il nuovo presidente della Commissione elettorale, il giudice Chifundo Kachale, ha ispirato fiducia e sembra aver rassicurato i vari stakeholder – in particolare partiti di opposizione e i gruppi per i diritti umani – che le elezioni del 23 giugno saranno credibili.

Lo scontro con la magistratura è ancora in corso. Giorni fa centinaia di avvocati sono scesi nelle strade di diverse città per protestare contro le interferenze con la magistratura, dopo che il presidente Peter Mutharika ha cercato di mandare in pensione anticipata il giudice della Corte suprema Andrew Nyirenda. Cosa è successo?

Apparentemente, al Dpp non sono andate a genio alcune sentenze dei tribunali, considerate a favore dei partiti di opposizione. Il partito al potere ritiene che Nyirenda abbia guidato l’attacco contro la “vittoria” del Dpp al voto del 2019. È considerato anti-Dpp. Di qui i tentativi di mandarlo in congedo anticipato.

Tuttavia, la stessa magistratura ha opposto resistenza a questi tentativi. Ci sono state due ingiunzioni giudiziarie che hanno impedito al braccio esecutivo del governo di attuare il piano di pre-pensionamento, fino a una revisione giudiziaria della questione.

La settimana scorsa la Commissione elettorale aveva parlato di un possibile rinvio per mancanza dei fondi necessari per finanziare il voto. Qual’è la situazione economica e sociale del paese?

Il Malawi continua a fare molto affidamento sui suoi partner di sviluppo per il sostegno economico. Il parlamento sta ancora discutendo il bilancio dell’esercizio 2020/2021, ancorato a 2,2 trilioni di kwacha, con una buona percentuale che dovrebbe essere finanziata dai partner di sviluppo.

Al momento non ci sono indicatori di una reale crescita economica in Malawi, anche se il governo sostiene che l’economia del paese è in crescita. La povertà assoluta può essere chiaramente vista in ogni zona del paese, comprese le città, a indicazione di un’economia malata. Gli opinion leader contestano i dati sulla crescita economica diffusi dalla banca centrale, additandoli come una mera orchestrazione per ingannare i malawiani.

Presentando il bilancio nazionale 2020/2021 al parlamento, il ministro delle finanze, Joseph Mwanamveka, ha avvertito che il paese deve affrontare serie sfide economiche qualora la pandemia di Covid-19 continui a persistere fino a dicembre 2020. Le nuove elezioni hanno anche messo a dura prova la borsa finanziaria del paese, cosa che probabilmente influirà sul nuovo bilancio nazionale.

Tuttavia, ci sono teorie che suggeriscono che le risorse finanziarie sono adeguate per una ripresa economica, se non fosse per la corruzione dilagante tra gli esponenti del partito al potere.

Come si sono mosse le opposizioni dopo l’annullamento delle elezioni e l’introduzione del nuovo sistema che prevede una vittoria con il 50%+1 dei consensi? Chi sono i candidati alla presidenza?

Quando la Corte costituzionale ha ordinato nuove elezioni, i leader dell’opposizione hanno festeggiato e sono entrati subito in piena campagna elettorale. Consapevoli della difficoltà di ottenere il 50% + 1 dei voti come singoli partiti, alcuni hanno unito le forze e formato la Tonse Alliance, il cui candidato è il presidente del Partito del congresso del Malawi (Mcp), Lazarus Chakwera (35.41% dei consensi ottenuti nel 2019). In corsa con lui c’è anche il vice presidente del Malawi, Saulos Chilima (20.24%), leader del Movimento unito di trasformazione (United transformation movement – Utm).

Il Dpp ha invece unito le forze con l’ex partito al potere, il Fronte democratico unito (Udf) e il candidato comune è l’attuale presidente ad interim Peter Mutharika. Il presidente dell’Udf, Atupele Muluzi, è il suo compagno di corsa.

C’è anche un terzo, ma poco conosciuto candidato, Peter Kuwani, presidente del Movimento per la democrazia Mbakuwaku.

La pandemia di Covid-19 ha imposto anche in Malawi restrizioni e divieti. Come si è svolta la campagna elettorale?

Tutti gli schieramenti dei contendenti hanno organizzato raduni. C’è stato un totale disprezzo per le misure di prevenzione durante tutto il periodo della campagna elettorale. All’inizio, l’Utm ha definito un piano per organizzare campagne su piattaforme digitali come un modo per osservare le misure di distanziamento.

Tuttavia, il partito ha rivisito la sua strategia dopo aver notato che il partito al potere, Dpp, non era interessato a osservare le stesse cautele. Anche l’opposizione ha quindi tenuto manifestazioni tradizionali.

Le restrizioni introdotte, non hanno peraltro evidenziato un particolare impegno del governo nella lotta contro il Covidi-19. Fondamentalmente, infatti, solo le scuole sono state colpite dai divieti, e rimangono chiuse.

Le restrizioni hanno giocato a favore di Mutarika?

Affatto. In effetti, l’annuncio delle restrizioni ha innescato sentimenti di rabbia contro il governo. La società civile e i gruppi per i diritti hanno sostenuto che il governo non abbia messo in atto misure per attutire economicamente l’impatto della pandemia sui cittadini le cui attività sono state colpite dalle limitazioni imposte. Quindi, le restrizioni e la loro gestione hanno effettivamente funzionato contro Mutharika e il suo governo.

Quali sono le norme che regolano l’afflusso ai seggi elettorali in questo contesto?

I messaggi lanciati dalle autorità di pubblica sanità invitano continuamente la popolazione ad osservare il distanziamento sociale. Tuttavia, è evidente che la paura delle persone per il Covid-19 in Malawi sta rapidamente calando e che le misure preventive non vengono osservate rigorosamente. Tuttavia, si prevede che le autorità cercheranno di far rispettare queste misure in tutti i centri elettorali.

Qual’è il peso dei giovani su questo voto?

I giovani sono una grande percentuale in Malawi. E sono la base elettorale a cui l’Utm ha fatto appello fin da quando il partito è stato formato. Sia l’Utm che il Mcp, i principali partner di Tonse Alliance, hanno adottato particolari strategie per catturare il loro consenso. Le loro strategie sembrano funzionare bene in quanto vi è evidentemente un crescente interesse per gli affari politici e sociali tra i giovani, che sempre più numerosi stanno rafforzando il consenso all’opposizione.

Quali sono le principali sfide che il vincitore dovrà affrontare?

Tra le sfide più urgenti da affrontare ci sono sicuramente il Covid-19, corruzione diffusa, nepotismo e insicurezza alimentare.

La gestione della pandemia in Malawi sembra mancare di una direzione. Non c’è stata una leadership decisiva nell’affrontare il problema sanitario. Il vincitore dovrà dunque dimostrare un chiaro impegno nella lotta contro la pandemia.

Dovrà inoltre affrontare il difficile compito di dimostrare sincera tolleranza zero nei confronti della corruzione e del nepotismo, sfide che al momento sono drammaticamente presenti. Dal momento che sono malattie sociali profondamente radicate, la corruzione e il nepotismo saranno nemici difficili da affrontare.

In termini di sicurezza alimentare, il vincitore dovrà intraprendere sforzi volti a garantire sostegno ai piccoli agricoltori, in modo che possano produrre abbastanza per le loro famiglie e per la vendita. Ogni anno milioni di persone sono colpite dalla fame a causa dell’insufficienza o della perdita dei raccolti.

Tuttavia, una battaglia aperta e sincera contro queste sfide non è all’ordine del giorno del partito al potere. Tutte, tranne il coronavirus, sono infatti problematiche radicate da molti anni che il Dpp ha avuto l’opportunità di affrontare, e non lo ha fatto.