Un presidio, oggi alle 17 davanti a Montecitorio, per chiedere ai parlamentari di non approvare, nella seduta del 15 luglio per il rinnovo delle missioni internazionali, il rifinanziamento della guardia costiera libica che impegnerebbe l’Italia a un esborso di 10,5 milioni di euro, mezzo milione in più rispetto al 2020.

Il sit-in, al quale aderisce anche Nigrizia, è organizzato da più di cento organizzazioni non governative, gruppi e associazioni della società civile, ma anche da tanti cittadini che, con gli occhi simbolicamente coperti da una benda e lo slogan #Nonpotetenonguardare, chiedono un cambio deciso delle attuali politiche italiane in tema di migrazioni, denunciando la volontà di non guardare in faccia le ripercussioni che queste hanno su migliaia di persone migranti.

Denunciano il volgere gli sguardi altrove davanti al quotidiano scempio di corpi senza vita di donne, giovani uomini e bambini risucchiati dal mare. Sono almeno 1.146 le persone morte nel tentativo di raggiungere l’Europa nella prima metà del 2021, secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni. 896 i morti nel Mediterraneo che si conferma la rotta più pericolosa, con un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma tutti sanno che il numero reale è molto più alto e in aumento, giorno dopo giorno.

Ma anche rispetto alla tragica sorte di coloro che vengono rispediti tra le braccia degli aguzzini da cui fuggono. Oltre 16mila persone sono state riportate nei lagher dalla guardia costiera libica dall’inizio dell’anno. Un’interminabile ciclo di violenze, sfruttamento e violazioni dei diritti umani finanziato dall’Italia e dall’Europa in palese e reiterata violazione delle leggi nazionali e internazionali a tutela della libertà, della dignità e della vita.

Le richieste sono chiare:
Stop al rinnovo della missione in Libia e alla prosecuzione della cooperazione con le autorità libiche senza garanzie concrete sulla protezione dei diritti umani di migranti e rifugiati.

No al sostegno e alla collaborazione con la guardia costiera libica finalizzato al respingimento forzato in Libia.

Si alla costruzione di un piano che preveda l’evacuazione immediata delle persone rinchiuse nei centri di detenzione libici e all’estensione dei canali di ingresso regolari per persone migranti e rifugiate.

Si al ripristino di un sistema istituzionale di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale e al riconoscimento del ruolo essenziale svolto dalle ong per la salvaguardia della vita in mare.

In piazza a Montecitorio saranno presenti volontari e attivisti di tantissimi gruppi e associazioni, tra cui Amnesty International, Arci, Comitato Diritto al Soccorso, Cospe, Emergency, Gruppo Abele, Medici senza Frontiere, Medu, Movimento nonviolento, Mediterranea Saving Humans, Open Arms, Oxfam, Sea-Watch, ResQ, SOS Mediterranee e Un Ponte per…

In audio la testimonianza di Eleana Elefante che si occupa del monitoraggio dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale per l’ong Mediterranea Saving Humans:

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