Stragi e polemiche
Lettera dei comboniani di Castel Volturno al primo cittadino che aveva accusato, in occasione del secondo anniversario dell’assassinio di 6 africani, le associazioni locali di lucrare sul lavoro fatto con i migranti. “Il volontariato non fa campare. Le nostre opere vanno avanti con la solidarietà di chi, credente e non, pensa che nessuno può essere condannato a priori”. In audio l’intervista a p. Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno.

Famoso per le sue posizioni anti immigrati, ora sul sindaco di Castel Volturno, il pidiellino Antonio Scalzone, si è scatenata una vera tempesta politica. Colpa delle sue dichiarazioni pronunciate alla vigilia del secondo anniversario della strage dei sei africani, avvenuta il 18 settembre 2008 sulla Domitiana.

 

Il sindaco, in una lettera pubblica, si era decisamente opposto alla scultura in memoria degli assassinati nella strage, sostenendo che «le vittime forse spacciavano droga». Infarcendo la missiva anche con espressioni razziste nei confronti degli immigrati: «Vivono sulle nostre spalle, fosse per me farei come a Rosarno». E ha persino accusato le associazioni di volontariato di lucrare «su questa umanità disperata». Ha attaccato, in particolare, la chiesa e le associazioni che quella commemorazione, invece, l’ hanno voluta non solo per ricordare che quei sei ragazzi erano innocenti, ma per ribadire che sono il silenzio e l’indifferenza ad alimentare la camorra.

 

Renato Natale, presidente di una delle associazioni bersagliate, quella intitolata a Jerry Masslo, parla di «dichiarazioni sconvolgenti» del sindaco e ha annunciato una querela per diffamazione.

 

I padri comboniani di Castel Volturno, a loro volta finiti nel tritacarne razzista del primo cittadino per l’impegno con i migranti sul territorio, hanno scritto e spedito una lettera di risposta alle accuse di Scalzone. Che pubblichiamo.

 

 

 

Sig. Sindaco, Dott. Antonio Scalzone,

 

Abbiamo letto con grande amarezza e tristezza le sue dichiarazioni rilasciate a La Repubblica, edizione Campania del 19 settembre 2010. Lei ha dichiarato che «sono loro (associazioni volontariato e chiesa) che attirano su questo territorio prostitute spacciatori e criminali di ogni risma. Su questa umanità disperata ci sono molti interessi. Ci campano un po’ tutti, perché sono bravi a sfruttare soldi pubblici. .. per esempio l’associazione Jerry Masslo… e poi c’è il centro di prima accoglienza della Caritas che fa danni enormi, insieme ai padri comboniani. La soluzione? Tagliare i fondi a queste associazioni, anzi magari ci dovrebbero mettere mano anche un po’ la Guardia di Finanza su questi bilanci».

 

Signor Sindaco, ci sorprende e rattrista il fatto che lei, primo cittadino di Castel Volturno, usi un linguaggio così offensivo e ingiurioso nei confronti sia della Chiesa, dell’associazionismo locale e delle sei vittime della camorra.

Noi comboniani, presenti da anni a Castel Volturno, come anche lei, siamo particolarmente colpiti dal suo attacco. Noi non siamo qui per fare danni, ma siamo qui per stare al fianco di tanta gente che soffre, bianca o nera che sia. Signor Sindaco, le ricordiamo che il volontariato non fa campare. Le nostre opere missionarie vanno avanti con la solidarietà spicciola di tutti coloro, credenti e non, che pensano che nessuno può essere condannato a priori. Noi, come missionari, non possiamo non rispondere a questo grido di dolore che sale a Dio da questa terra.

 

Signor Sindaco, queste sue parole non fanno altro che fomentare la guerra tra i poveri e le impediscono di assumersi la sua responsabilità di tutelare e proteggere le persone più deboli del suo comune.
Noi missionari comboniani, siamo convinti che le Associazioni di Volontariato, le parrocchie, la Caritas diocesana, hanno ancora molto da dire e da fare in questo territorio. Abbiamo sperimentato l’efficacia e la concretezza dei loro interventi e siamo certi che possano contribuire a sviluppare interventi strutturali seri che permettano a tutte le persone un miglior tenore di vita.

 

Rinnoviamo la nostra solidarietà e stima per il grande lavoro disinteressato e solidaristico dell’Associazione Jerry Masslo. Altrettanto rinnoviamo la nostra fiducia nell’operato del Centro Fernandes. Signor Sindaco, fra noi e lei non castellani di nascita, dobbiamo ancora vedere chi aiuta in verità coloro che vivono questo territorio.

Cordialmente.

 

La comunità dei missionari comboniani di Castel Volturno in sintonia con le comunità dei comboniani e comboniane della Campania.

 

(In audio l’intervista a p. Antonio Bonato, missionario comboniano a Castel Volturno, realizzata da Michela Trevisan e Ismail Ali Farah)