Sei vivo Lele! Tra i tuoi indios e il tuo popolo. Anche tra noi che, ad altri orizzonti, vogliamo proteggere la nostra casa comune ferita al cuore. Dall’Amazzonia al bacino del Congo, gli ettari di foresta si restringono. Al ritmo di due campi da calcio al minuto. Madre Terra grida al saccheggio globale.

I tuoi vescovi del Brasile ti hanno proposto protettore del sinodo per l’Amazzonia che si apre ai primi di ottobre con un programma ben definito: “Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale”. Continua a proteggere la tua e nostra foresta. Soprattutto gli impoveriti e scartati dal “sistema Bolsonaro” che cerca di azzerare sogni e speranze dei movimenti sociali brasiliani. E sostieni anche il cammino della nostra Chiesa e degli impoveriti a tutte le latitudini, nel nostro oggi tanto frastagliato.

Nel mondo qualcosa si muove. Qui e là, specie in Africa, la società civile (molti i giovani e le donne) scende in strada, ma gli stili globali di vita, volti al consumo e allo spreco, resistono al cambiamento. Mentre alcuni fanno la fame, ben 821 milioni nel mondo, altri buttano via il cibo (in Italia in media 64 kg l’anno per persona!).

Facciamo ancora troppa fatica a cambiare radicalmente le nostre scelte e i nostri atteggiamenti. A puntare decisamente sulle energie rinnovabili, a ridurre le emissioni di anidride carbonica, a viaggiare con i mezzi pubblici, a mangiare meno carne.

Chi oggi, sui passi di Francesco, prova a seguire Gesù di Nazaret, intende con decisione assumere i volti plurali dei popoli del mondo, le teologie indigene e i nuovi servizi ecclesiali per costruire la buona notizia dell’ecologia integrale. Ma le resistenze, lo sappiamo bene, sono tremende. Dentro e fuori.

Tu, Lele, sei passato in foresta per coltivare la speranza di un mondo abitabile per tutti. Ti sei seduto nelle case degli indios per discutere della vita e della difesa della loro dignità. Li hai visitati, e sai bene cosa vuol dire per loro.

Ti sei speso nei tempi durissimi della dittatura per alimentare la lotta dei senza terra contro l’accaparramento dei grandi proprietari terrieri che continuano ancora oggi nei tanti sud del mondo a rubare terre, acque e foreste. Insieme a sogni e speranze.

Ci hai aperto la strada per essere a fianco delle vittime della deforestazione, resistendo contro l’economia predatoria dei grandi progetti a scopo di solo profitto su scala globale. Con la parola e soprattutto con la vita. Spezzata fino in fondo.

Ti hanno ammazzato come Gesù di Nazaret. Ma, come lui e Oscar Romero santo, risusciti nel tuo popolo.

Lele
Padre Ezechiele (Lele) Ramin, missionario comboniano, è stato ucciso a Cacoal in Rondônia (Brasile) il 24 luglio 1985. Aveva 32 anni. Si era schierato, come altri uomini e donne di Chiesa, dalla parte della popolazione indigena e dei piccoli coltivatori minacciati dai proprietari di latifondi. E si stava battendo per quella causa. È in corso la causa di beatificazione di Lele, martire della fede e della giustizia.