Successo della campagna “siamo medici e infermieri, non spie”
Il ministero dell’Interno ha emanato una circolare che ribadisce – nonostante le norme del “pacchetto scurezza” – la permanenza del divieto di segnalazione di migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie. Soddisfatte le organizzazioni che avevano lanciato la campagna di disobbedienza civile.

Una circolare del ministero dell’Interno, diramata il primo di dicembre, ribadisce che gli operatori dei presidi sanitari non possono denunciare i migranti irregolari che si recano preso le strutture per farsi curare.  

Nelle norme del “pacchetto sicurezza”, infatti, nonostante l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare è stato mantenuto in vigore il dispositivo – previsto dal comma 5 dell’articolo 35 del Testo Unico sull’immigrazione – in cui si vieta espressamente la segnalazione dei cosiddetti migranti irregolari.

La circolare firmata dal capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, Mario Morcone, recepisce la richiesta di chiarimento avanzata da Medici Senza Frontiere (Msf), Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) e Osservatorio italiano di salute globale (Oisg), nell’ambito della campagna “divieto di segnalazione

Questa circolare mette fine a quei dubbi interpretativi che avevano già spinto 14 regioni ed una provincia autonoma ad emanare note di chiarimento sul divieto di segnalazione nei mesi scorsi.

Msf, Simm, Oisg, Asgi esprimono soddisfazione per la conclusione di una campagna iniziata dieci mesi fa dal titolo emblematico, “Siamo medici e infermieri, non siamo spie”, che ha visto coinvolti gli ordini professionali degli operatori sanitari, sindacati, settori della società civile, organizzazioni no profit e semplici cittadini che si sono mobilitati più volte contro l’abrogazione del “divieto di segnalazione”.

Ora è necessario, secondo  Msf, Simm, Oisg, Asgi, che «il contenuto della circolare venga reso noto in modo capillare presso tutte le strutture sanitarie, anche con la partecipazione degli ordini professionali e dei sindacati di categoria. E che venga si attuino iniziative per ristabilire un clima di fiducia nell’accesso alle strutture sanitarie, con gli evidenti benefici sulla salute pubblica che ciò comporta».

 

(L’intervista a Rolando Magnano, di Medici Senza Frontiere, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)